Video, podcast, fotografie, testi, grafiche, musica, teatro, social: dietro ogni contenuto che fruiamo c’è qualcuno che lo ha pensato, prodotto, montato, scritto, registrato, interpretato. Ma chi tutela chi sta dall’altra parte dello schermo?

In un settore che corre veloce, spesso i diritti restano indietro. Contratti precari, compensi incerti, orari infiniti, lavoro non riconosciuto, confini sempre più sfumati tra passione e professione. Prodcast nasce per parlare proprio di questo: del lavoro creativo, delle sue contraddizioni e soprattutto delle persone che lo fanno. Perché creare contenuti è un lavoro. E anche chi crea ha diritto a essere tutelato.

In questa puntata parliamo di self-tape: cosa sono, e perché è diventato così importante farli? Per attrici e attori il mondo del cinema, negli anni della pandemia, ha subito una grande trasformazione. Ma quello che era nato come uno strumento per superare le distanze, le chiusure e l’impossibilità della presenza, rischia oggi di diventare una scorciatoia usata da agenti, casting director e produzioni per “fare prima”. 

Gisella Burinato, attrice di lungo corso, ha fondato il Ciapa, centro di formazione per attori professionisti. Affianca i suoi giovani allievi in un percorso di crescita non solo artistica, ma anche lavorativa, insegnando loro a ribellarsi a un sistema che li vuole tutti uguali, succubi e sottopagati. L'unico antidoto? Essere se stessi e dire dei NO.

Alle problematiche sollevate da Gisella Burinato e dal suo giovane allievo, ballerino e attore, Anthony Sordilli, prova a rispondere Camilla Mazzitelli, della segreteria di Slc Cgil Roma 1. La dirigente sindacale delinea il perimetro di rivendicazioni della categoria sul lavoro nella produzione culturale. E ammonisce: per provini e self tape servono regole certe e un equo trattamento, anche economico.

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