“Voglio affrontare la situazione politica e sociale della mia Regione. Sfatiamo subito che sia un’isola felice. Forse lo era un tempo, ma oggi questa idea è ormai completamente sfumata. ‘Il lavoro è’ rappresenta un documento fortemente attuale per la valle d’Aosta. Il Pil colloca ancora la mia regione al quarto posto nazionale, ma la profonda crisi ha segnato duramente la mia regione. Crisi economica profonda, con l’insieme del tessuto produttivo ampiamente ridimensionato. E questo ha avuto impatti sul mercato del lavoro, con difficoltà occupazionali di cui non eravamo abituati. Un esempio su tutti è dato dall’edilizia, un settore assai florido in passato, che è quello che ha subìto il tracollo più forte, arrivando al dimezzamento della forza lavoro e al meno 20% delle imprese esistenti. La Cgil è impegnata nel rilancio delle costruzioni, per arrivare a un piano d’investimenti pubblici a impatto zero, che generino occupazione, con un bassissimo impatto ambientale, per una regione da sempre molto antropizzata. Va poi consolidata la filiera agroturistica e valorizzato il patrimonio boschivo, altro tesoro della nostra regione”. Così Vilma Gaillard, segretaria generale della Cgil Valle d’Aosta, dal palco del XVIII congresso nazionale di Bari.

“La crisi ha una sua precisa responsabilità anche all’interno della classe politica territoriale, che ha gestito il denaro pubblico in modo del tutto dissennato, sperperando risorse gigantesche, ingenerando un clientelismo e una politica di distribuzione di fondi a pioggia, senza una lungimiranza per il futuro. In tal modo, il sistema politico regionale è finito nel mirino della magistratura: ventuno politici indagati per danno erariale alla casa da gioco di Saint Vincent, dove è in atto una procedura che ha portato a 124 licenziamenti tra i lavoratori. La stessa Rosy Bindi, responsabile della Commissione nazionale antimafia, ha evidenziato una significativa presenza dell’’Ndrangheta in Val d’Aosta, che ha segnato un declino delle istituzioni locali, che viaggia di pari passo con il declino economico. Dentro di noi, il tema della legalità è fortemente sentito. A tal fine, abbiamo rinnovato la nostra proficua alleanza con il neonato osservatorio per la legalità e con Libera”, ha continuato la dirigente sindacale.

“Non è facile fare contrattazione in una regione a statuto speciale. Pone maggiore complessità e conflittualità rispetto al passato, soprattutto nel pubblico impiego. Venendo da una piccola regione con un’autonomia preferenziale, che potrebbe apparire uno stimolo a lungo termine, ma non è così. L’ultimo rinnovo del pubblico impiego ha portato a meno risorse da noi rispetto al contratto nazionale, mentre tale fenomeno non è avvenuto nella scuola. Ciò non va bene, nel quadro del rispetto delle diseguaglianze. Sul fronte immigrazione, la Val d’Aosta è terra di accoglienza da sempre e medaglia d’oro alla Resistenza. Ma la nuova aria populista si sta diffondendo anche nella nostra regione. È arrivata un’ondata di odio, incrementata dall’onda nazionale leghista. ‘Prima i valdostani’, ha preso piede anche da noi. La Cgil deve rinnovarsi con una nuova progettualità e nuove proposte a favore del lavoro e del welfare. Non una distribuzione clientelare, ma che sappia cogliere i bisogni nuovi della popolazione. Mi sento di dire poi al futuro gruppo dirigente, che uscirà da questo congresso, che la divisione interna, se non superata, farà del male al nostro sindacato”, ha concluso l’esponente Cgil.