"La risposta del governo all'Europa non è la risposta giusta rispetto alle obiezioni né rispetto allo sviluppo del Paese". A dirlo è stata ieri il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, commentando la lettera dell'esecutivo alla Commissione europea sulla manovra. "Il problema non è un numero in sé, ma a cosa serve il 2,4 per cento", afferma Camusso: "Non mi pare ci siano cambiamenti dell'impostazione della manovra sugli investimenti, sul lavoro e lo sviluppo. Il dibattito con l'Europa potrebbe durare all'infinito, anche perché l'economia è in rallentamento e questo fornisce argomenti all'Europa". Per il segretario generale "si può fare una politica espansiva, e sbaglia l'Europa a non riconoscerlo, ma non deve essere fatta solo di spesa. Serve una scelta di investimenti per generare lavoro, e il piano di investimenti non significa solo grandi opere, ma opere per la tenuta del Paese sotto tutti i profili".