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Il confronto

Pensioni, aperto il cantiere

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Al via una serie ravvicinata di tavoli tecnici per parlare di giovani, donne, flessibilità in uscita e previdenza complementare. Si parte il 20 gennaio con prima verifica il 7 febbraio. Ghiselli (Cgil): “Incontro utile anche se interlocutorio”

Giovani, donne, flessibilità in uscita e previdenza complementare. Sono questi i temi al centro di alcuni round tecnici che si succederanno in tempi strettissimi. Il primo appuntamento è previsto per il 20 gennaio prossimo mentre per il 7 febbraio si farà una prima valutazione politica della strada percorsa, delle convergenze e delle eventuali distanze. È il cronoprogramma messo a punto al termine del primo tavolo di confronto tra i ministri del Lavoro e dell'Economia Andrea Orlando e Daniele Franco, i segretari generali di Cisl e Uil, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri e Roberto Ghiselli, segretario Confederale Cgil.

 

Le parole di Roberto Ghiselli all'uscita dall'incontro

Ghiselli (Cgil): Una riforma che dia stabilità
"Un incontro utile anche se interlocutorio. È importante che il governo abbia confermato l'intenzione di confrontarsi con l'obiettivo di arrivare a una riforma previdenziale che dia stabilità al sistema e che cambi l'attuale impianto, nell'ambito di un percorso che conferma l'approdo a un sistema contributivo". Così il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli. “Altrettanto importante - prosegue Il dirigente sindacale - è che tutti i punti della nostra piattaforma saranno oggetto del confronto, anche se siamo consapevoli che esistono delle distanze, come già è emerso rispetto al tema del ricalcolo contributivo”. "Abbiamo condiviso l'esigenza di completare il confronto in tempi utili rispetto alla definizione del prossimo Def - aggiunge Ghiselli - e i primi incontri, che avranno come argomenti il tema giovani e donne, flessibilità e previdenza complementare, si terranno nei prossimi giorni, a partire dal 20 gennaio". "Ovviamente per noi quello che conta - conclude il segretario confederale della Cgil - sarà il merito delle proposte del governo e a quel punto potremo dare un giudizio e valutare le nostre scelte".

Bombardieri (Uil): Non tutti i lavori sono uguali
"Abbiamo iniziato a entrare nel merito delle questioni e chiarito che nessuno pensa di cambiare il sistema contributivo ma bisogna intervenire sul alcuni aspetti del sistema, dai giovani alle donne, dalla flessibilità in uscita alla previdenza complementare e tenere in considerazione i lavori gravosi perché non tutti i lavori sono uguali. Ci misureremo dunque sulla compatibilità sociale e su quella economica". Così il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri, al termine dell'incontro sulla riforma delle pensioni.

Sbarra (Cisl): Superare la Legge Fornero
"Le nostre proposte sono sul tavolo: chiediamo pensioni di garanzia per i giovani, incentivi alle madri lavoratrici, con un uno sconto di almeno un anno di contributi per figlio, riconoscimento previdenziale del lavoro di cura, sostegno alla previdenza complementare, estensione e conferma strutturale dell'Ape sociale". Lo afferma Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, ribadendo la necessità di "superare le rigidità ragionieristiche della Legge Fornero e uscire anche dalla logica delle quote che hanno penalizzato le fasce deboli e precarie".

Ministro Orlando: Tre questioni principali
"Definiremo un calendario di incontri con i quali affronteremo tre questioni principali". Lo ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando introducendo la riunione con i sindacati sulla riforma delle pensioni. Il primo tema “è relativo alla questione della flessibilità legata alla natura contributiva e all'equilibrio finanziario del sistema che deve tenere conto delle diverse aspettative di vita, delle caratteristiche del lavoro, del lavoro di cura e domestico delle donne”. Il secondo tema è quello "della prospettiva del sistema: cosa succede a una larga fascia di lavoratori, non solo giovani, che per una serie di fattori, la discontinuità dell'attività lavorativa, la mancata crescita dei salari, arriverà all'età della pensione con pensioni che rischiano di non essere adeguate”. La terza questione è quella relativa “al funzionamento del sistema integrativo e complementare”, ha concluso il ministro.