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È partito in salita il confronto tra i sindacati e la Syneos Health Italy, multinazionale statunitense attiva nei servizi per la ricerca clinica e lo sviluppo farmaceutico, dopo l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo che ha coinvolto 49 lavoratrici e lavoratori (su 319 dipendenti complessivi).
Anche il secondo incontro (tenutosi il 18 marzo) si è chiuso senza risultati. “Abbiamo ribadito – spiegano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – la richiesta di ritiro della procedura, dichiarando piena disponibilità ad avviare un confronto serio e trasparente, fondato sulla condivisione puntuale dei dati aziendali, per individuare soluzioni alternative ai licenziamenti e salvaguardare l’intero perimetro occupazionale”.
Sindacati: “Individuare alternative ai licenziamenti”
Una disponibilità che “non ha trovato alcun riscontro da parte della società, che ha confermato le proprie scelte unilaterali senza aprire a un reale dibattito sulle possibili alternative”. Le tre sigle, dunque, esprimono “forte contrarietà rispetto a un processo di delocalizzazione di fatto delle attività, che la multinazionale starebbe perseguendo spostando funzioni e carichi di lavoro verso altri Paesi, con un impatto diretto sull’occupazione nel sito italiano”.
Alla luce della gravità della situazione e delle ricadute occupazionali e industriali, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno deciso di attivare il livello istituzionale, inviando una richiesta formale al ministero delle Imprese e ai dicasteri competenti per la convocazione urgente di un tavolo di crisi.
“Riteniamo inaccettabile – proseguono i sindacati – che la procedura venga motivata come scelta ‘globale’, mentre a livello internazionale il gruppo risulta in espansione e sta parallelamente avviando piani di assunzione. Una contraddizione evidente che dimostra l’assenza di una reale crisi e che finisce per colpire esclusivamente il perimetro occupazionale italiano”.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil così concludono: “La vertenza riguarda il futuro del lavoro, delle competenze e della qualità occupazionale nel nostro Paese. Per questo ribadiamo la necessità di una risposta immediata e concreta da parte dell’azienda e delle istituzioni. E continueremo a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutela dell’occupazione, del lavoro qualificato e del futuro industriale del sito italiano”.





















