Dall’emersione dello sfruttamento lavorativo alla presa in carico socio-sanitaria, lavorativa e abitativa: è il progetto Soleil (Servizi di Orientamento al Lavoro ed Empowerment Interregionale Legale), sostenuto da fondi europei, nazionali e regionali, che in Toscana vede coinvolti Regione, Cgil, L’Altro Diritto, Caritas, Arci, Oxfam, Anci, Arti, Smile – l’agenzia formativa della Cgil regionale – e altri soggetti, con l’obiettivo di accompagnare l’inclusione di persone migranti vittime di sfruttamento soprattutto in alcuni settori come agricoltura, moda, servizi, nautica.

Per raccontare l’attività all’interno di Soleil e tracciare le traiettorie future il 4 marzo si è svolto a Firenze il convegno “Tutelare il lavoro, contrastare lo sfruttamento”, organizzato da Cgil Toscana, Soleil, Smile e Regione Toscana, a cui hanno partecipato Maurizio Landini, segretario generale Cgil, Luca Tescaroli, Procuratore della Repubblica a Prato, Eugenio Giani, presidente Regione Toscana, e Alberto Lenzi, assessore al Lavoro Regione Toscana. Protagonisti della mattinata, insieme a sindacalisti, sindacaliste, avvocati, dirigenti della Regione, anche alcuni lavoratori e lavoratrici che si sono emancipati da situazioni di sfruttamento.

Cgil Toscana: “L’obiettivo è quello di fare quadrato contro ogni forma di sfruttamento”

Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana, durante il convegno

“L’iniziativa ha confermato come in Toscana stia prendendo forma un modello integrato di intervento che unisce presa in carico, tutela, formazione, contrattazione, rappresentanza e tutela legale, con l’obiettivo di fare quadrato contro ogni forma di sfruttamento, in particolar modo verso le persone con background migratorio, e intervenire sul modello di sviluppo per promuovere sostenibilità e legalità. Questo modello toscano di lotta allo sfruttamento lavorativo, tramite la presa in carico integrata e la forte relazione con l’azione sindacale, può diventare un esempio da seguire, e per questo chiediamo alla Toscana che si passi dalla sperimentazione a una forma strutturale che preveda una cornice normativa e risorse adeguate. E proponiamo che la Regione Toscana sia la prima regione in Italia a introdurre indici di coerenza in agricoltura nella legge contro lo sfruttamento annunciata da Giani, come l’Umbria fu anni fa la prima regione a introdurre indici di congruità in edilizia”, ha spiegato la Cgil Toscana.

Maurizio Landini: “Un progetto da esportare, mette al centro la persona e il diritto di realizzarsi nel lavoro”

Il progetto Soleil promosso in cinque regioni dal ministero del Lavoro e che accompagna l’inclusione lavorativa di persone migranti vittime di sfruttamento, è “un modello che deve essere esteso a livello nazionale”, perché è “un’esperienza positiva di che cosa vuol dire costruire una integrazione fondata sul lavoro e da un certo punto di vista costruire anche un’integrazione culturale importante che fa crescere il nostro Paese”. Lo ha affermato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, a margine dell’iniziativa. Il progetto, ha osservato, “ha il vantaggio di mettere al centro la persona e di affermare che le persone attraverso il lavoro debbono potersi realizzare, poter avere dei diritti, poter avere cittadinanza; ma questo diventa importante anche per gli imprenditori se vogliono fare il loro lavoro proprio per combattere questa logica di sfruttamento, di competizione giocata non sulla qualità del lavoro, non sulla qualità dei prodotti, ma giocata unicamente sullo sfruttamento e sulla competizione al ribasso sulla vita e la qualità delle persone”. Secondo Landini “questo vuol dire anche qualificare il territorio: questa esperienza è importante perché costruisce una rete di relazioni e soprattutto mette tutti i soggetti istituzionali, sindacali e politici in grado di poter svolgere un ruolo molto importante che in pratica significa poi applicare i principi e i valori della nostra Costituzione, che dice che siamo una Repubblica democratica perché fondata sul lavoro. Ma allora il lavoro non può essere sfruttamento, non può essere precario, non può essere lavoro addirittura invisibile, ma deve essere un lavoro di qualità che permetta alle persone di essere dei cittadini”. 

Tescaroli: “Lo sfruttamento è una piaga che crea forme moderne di schiavitù”

Il contrasto allo sfruttamento lavorativo è assolutamente fondamentale in un Paese democratico. Lo è ancor di più in una realtà come quella pratese, dove vi è il polo industriale più ampio in Europa nel settore manifatturiero tessile”. Lo ha detto Luca Tescaroli, Procuratore della Repubblica a Prato, che ha parlato a margine dell’iniziativa. “Credo sia necessario un impegno collettivo – ha affermato – per cercare di contrastare in maniera sempre più efficace il dilagare di questa piaga endemica che crea forme moderne di schiavitù intollerabili e inaccettabili, non compatibili con la dignità delle persone”.

Secondo Tescaroli la quantificazione del fenomeno a Prato “è estremamente difficile perché è un mondo sommerso. Da quando è stato effettuato l’appello a collaborare, nel febbraio 2025, ad oggi, 190 lavoratori hanno assunto un atteggiamento di collaborazione. Lo hanno fatto anche alcuni imprenditori cinesi. I numeri sono elevatissimi: conseguentemente l’impegno delle istituzioni deve essere correlato all’ampiezza della sfida che siamo chiamati ad affrontare”. “Il nostro lavoro” contro lo sfruttamento lavorativo “può sicuramente essere supportato in maniera efficace: penso, ad esempio, all’opportunità che si estenda anche ai lavoratori stranieri che collaborano con la giustizia, e anche agli imprenditori che assumono un atteggiamento di collaborazione, la normativa già prevista per i testimoni e per i collaboratori di giustizia. Si potrebbe attribuire loro ad esempio la cittadinanza – ha proseguito –, posto che chi collabora in maniera leale ed efficace dà un contributo importante e significativo alla vita della nazione. Ma molto altro si potrebbe fare, naturalmente. Abbiamo trovato una notevole sensibilità istituzionale, anche e soprattutto da parte del presidente della Regione: si può pensare di estendere il gruppo di lavoro investigativo che già esiste e che è stato costituito da appartenenti all’Asl, ciò sarebbe molto importante anche per incrementare le risorse investigative, per estendere sempre più le indagini”.

Giani: “Vogliamo una legge regionale”

“Vogliamo una legge regionale” che prenda le mosse dall’esperienza del progetto Soleil per l’inclusione lavorativa di persone migranti vittime di sfruttamento “perché possa diventare norma la lotta allo sfruttamento lavorativo”. Lo ha affermato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a margine dell’iniziativa. L’idea, ha spiegato, è “articolare con una legge regionale quello che sono i percorsi che hanno già consentito a mille persone di uscire dalla condizione di sfruttamento, di trovare gratuitamente la formazione, di reinserirsi sul piano del lavoro”. La Regione sta infatti lavorando alla costruzione di un protocollo che fissi regole di collaborazione fra i soggetti protagonisti di Soleil, affinché la sinergia vada avanti in futuro anche dopo la fine dell’esperienza del progetto Soleil promosso dal ministero del Lavoro. “Codificandola in legge per poterla sviluppare – ha aggiunto Giani – potremmo attingere anche ai fondi europei, quelli che oggi si chiamano Fondo Sociale Europeo, nel nuovo settennato”.

I numeri del progetto

Nell’ultimo anno e mezzo, Soleil ha coinvolto oltre mille persone. Parallelamente, la Filctem Cgil e la Cgil hanno dato vita a una azione sindacale, contrattuale, sperimentale e specifica di contrasto allo sfruttamento lavorativo nel distretto della moda fiorentino. In 14 aziende 487 lavoratori che lavoravano nelle filiere e negli appalti sono stati internalizzati dalla committenza o ricollocati (in totale sono stati gestiti 750 casi), mentre per altri 350 è stata fatta una contrattazione di secondo livello. 15 sono stati poi gli accordi quadro del sindacato per il reinserimento lavorativo con imprese, gruppi e associazioni datoriali. “Questo caso dimostra che il combinato tra la presa in carico individuale e l’azione contrattuale collettiva può essere una grande leva di contrasto allo sfruttamento lavorativo”, hanno detto Cgil e Filctem.

Il convegno

Ad aprire i lavori è stato Paolo Gozzani, segretario Cgil Toscana, che nel suo saluto introduttivo ha sottolineato la necessità di rafforzare strumenti sindacali, istituzionali e territoriali per contrastare sfruttamento e illegalità, costruendo risposte integrate e strutturali. Il cuore dell’incontro è stato dedicato alla “voce dei protagonisti e delle protagoniste”. Simone Cappelli, dirigente del settore lavoro della Regione, ha spiegato le modalità del modello di presa in carico integrata, spiegando come orientamento, tutela legale e accompagnamento al lavoro rappresentino un nuovo paradigma di intervento sociale.

Chiara Bianchi, coordinatrice Cgil Toscana del progetto Soleil, ha illustrato come l’innovazione organizzativa abbia trasformato la contrattazione. La lavoratrice Mariela ha raccontato in prima persona l’esperienza di presa in carico, mentre attraverso una video-testimonianza sono emerse le storie dei partecipanti ai corsi Soleil realizzati da Smile Toscana (oltre cento le persone coinvolte dallo scorso dicembre a ora, tra gestione del magazzino, diritto del lavoro, lezioni d’italiano), evidenziando il ruolo centrale della formazione nei percorsi di emancipazione.

L’avvocata Valentina Mannini ha approfondito il tema delle inchieste e degli strumenti giuridici contro lo sfruttamento, collegandosi alle esperienze concrete maturate nei territori. Sul distretto moda fiorentino sono intervenuti Alessandro Picchioni, segretario Filctem Cgil Firenze, insieme ai lavoratori Ahmed, Mahmud e Khaleda, portando testimonianze dirette sulle condizioni di lavoro nel settore moda e sulle azioni di tutela messe in campo. Il lavoro in equipe nella Camera del Lavoro di Firenze è stato al centro dell’intervento di Ilaria Lani, segretaria Cgil Firenze, affiancata dalla testimonianza del rider Haider. Un focus specifico è stato dedicato all’agricoltura con Andrea Biagianti, segretario generale Flai Cgil Siena, e il mediatore Waqar Khalid, che hanno ripercorso il passaggio dalle Brigate del Lavoro Flai (protagoniste di campagne informative e sindacali anti sfruttamento tra i lavoratori in agricoltura) al protocollo di legalità, come esempio concreto di contrasto al caporalato.

È arrivata poi la testimonianza del lavoratore Hamid sul settore nautico, affiancato da Nicola Del Vecchio, segretario generale Cgil Massa Carrara, che ha evidenziato come dalla denuncia possa nascere una nuova prospettiva di vita e di lavoro dignitoso. A tracciare le traiettorie per il 2026 è stata Gessica Beneforti, segretaria Cgil Toscana, che ha rilanciato il percorso “FaQ – Facciamo Quadrato” come piattaforma di coordinamento delle esperienze territoriali e di rafforzamento delle reti contro lo sfruttamento. Le conclusioni sono state affidate al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all’assessore al Lavoro Alberto Lenzi, al Procuratore della Repubblica di Prato Luca Tescaroli e al segretario generale Cgil Maurizio Landini, che hanno ribadito la centralità dell’alleanza tra istituzioni, magistratura e sindacato per affermare legalità, diritti e dignità del lavoro.

(Articolo a cura di Cgil Toscana)