Un mese dopo, attendono ancora la tredicesima. Gli oltre 300 dipendenti dell’Istituto Santa Chiara, impegnato nella medicina privata in provincia di Lecce, Brindisi e Roma, non hanno ricevuto il pagamento previsto dal contratto collettivo nazionale. L’azienda ha deciso infatti di corrispondere la spettanza con una sorta di meccanismo a rotazione mensile: ciò significa che alcuni lavoratori potrebbero riceverla già questo mese, altri entro giugno.

“È una scelta che, oltre a mettere in difficoltà lavoratrici e lavoratori che su quelle risorse fanno affidamento, ne lede anche i diritti garantiti dalla contrattazione collettiva”, dice Floriano Polimeno, segretario generale della Fp Cgil Lecce.

In provincia di Lecce, l’Istituto Santa Chiara ha sedi a Lecce, Castrignano de’ Greci, Maglie e Merine. A dicembre ha regolarmente inserito la tredicesima mensilità maturata dai dipendenti in busta paga. Ciò significa che in sede di dichiarazione dei redditi i lavoratori pagheranno regolarmente le tasse sulla mensilità aggiuntiva, pur non avendola affatto incassata. “Il pagamento a rotazione è una situazione anomala, che suscita preoccupazione tra i dipendenti e di conseguenza anche nella nostra organizzazione sindacale. I lavoratori hanno dovuto affrontare il mese di dicembre, durante il quale aumentano a dismisura le spese familiari anche per l’innalzamento smisurato dei prezzi al consumo, senza una parte importante del reddito”, dice il sindacalista.

“Abbiamo chiesto le ragioni di questa scelta all’Istituto, che è ente accreditato presso il Servizio sanitario regionale e che quindi è destinatario di ingenti risorse pubbliche. Purtroppo la risposta della direzione non va oltre un generico impegno a corrispondere prima possibile la tredicesima. Chiediamo l’immediata corresponsione della mensilità aggiuntiva che, è bene ricordare, non è un bonus ma un diritto. Speriamo anche che l’Istituto stia ragionando su come transitare al più presto verso il contratto nazionale collettivo Aiop Sanità privata, da applicare ai rapporti di lavoro del personale dipendente non medico, in base alle preintese sottoscritte da Regione ed enti accreditati lo scorso 9 dicembre”, conclude Polimeno.