“L'incontro di oggi è stato determinante per delineare gli impegni delle parti per la reindustrializzazione del sito di Modugno (Bari) e la salvaguardia dell'occupazione di tutti i 44 lavoratori della Brovedani”. A dirlo sono Fiom Cgil e Fim Cisl nazionali, commentando l'incontro al ministero delle Imprese sulla situazione dell’impresa produttrice di parti e componenti meccanici di precisione per l’automotive.

“L'azienda – proseguono i sindacati - ha confermato la dismissione delle attività del sito in Puglia, fermato e chiuso ad agosto, incatenando il cancello, dopo aver ricevuto la disdetta degli ordini dell'unico cliente e aver scelto di concentrare le attività nello stabilimento di San Vito al Tagliamento. Questa iniziativa ha sancito la chiusura del sito di Modugno”.

Fiom e Fim hanno quindi chiesto di “andare avanti con passi concreti e, anche grazie alla sollecitazione delle istituzioni, si è giunti all'impegno aziendale di dare mandato a un advisor per avviare la ricerca di nuovi soggetti e rispondere alle prime manifestazioni di interesse pervenute, sulle quali vige il massimo riserbo in attesa di formalizzare l'incarico”.

Questo passaggio, aggiungono i sindacati, segue “l'impegno a evitare i licenziamenti e la definizione degli ammortizzatori sociali, che permetteranno di garantire un reddito a tutti i lavoratori. A ciò si aggiungeranno le iniziative di politiche attive della Regione Puglia, che continuerà a fare la propria parte”.

Per le due sigle “qualsiasi percorso di reindustrializzazione dovrà avere come condizione imprescindibile la conferma degli attuali livelli occupazionali. È un passo avanti importante, ma ora servono atti concreti e tempi certi. Vigileremo affinché gli impegni assunti oggi vengano rispettati”.

Il tavolo è aggiornato al 9 novembre al ministero delle Imprese. “Fino ad allora l'attenzione e la mobilitazione resteranno alte”, concludono le due organizzazioni: “Per quanto riguarda il sito di San Vito al Tagliamento, abbiamo chiesto di avviare un confronto anche in sede territoriale per discutere di tutte le iniziative aziendali in termini di sviluppo e investimenti utili a garantire un futuro solido agli stabilimenti presenti in provincia di Pordenone e a evitare qualsiasi rischio di disimpegno futuro da parte dell'azienda”.