Si è svolta in un clima di forte preoccupazione l’assemblea pubblica agli Erzelli organizzata per oggi, 16 ottobre, dal sindacato delle comunicazioni della Cgil sulla vertenza Ericsson. Dopo i proclami del governo, smentiti dalla multinazionale svedese, i 131 esuberi restano tutti sul tavolo con l’unica modesta attenuante della volontarietà sulla quale si basano al momento le fuoriuscite.

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“Abbiamo chiesto all’azienda una serie di misure per limitare i danni tra le quali scivoli per accompagnare chi lo desidera al pensionamento e l’allungamento della scadenza della procedura oltre il 31 dicembre, ma abbiamo ricevuto solo dei no – dichiarano dalla Slc Cgil –: è evidente che l’azienda ha intenzione di chiudere in maniera unilaterale questa partita e nel peggior modo possibile”. La vertenza Ericsson è lontana dall’essere risolta e l’assemblea ha lo scopo di trovare soluzioni condivise al problema degli esuberi e a quello legato alla sopravvivenza del sito produttivo. “Siamo alla 28esima procedura di licenziamento collettivo per una azienda che con questa iniziativa rischia di perdere circa un terzo delle proprie competenze e scendere al di sotto dei 200 dipendenti – commentano da Slc Cgil –. Il patto che deve emergere dall’assemblea deve essere un patto collettivo per evitare che in una società che vive di comunicazione, proprio il nostro sito di telecomunicazioni di produzione e ricerca sia messo a rischio”.