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L'elezione

Fiom, la sfida della democrazia

Ivana Marrone e Marco Togna
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Michele De Palma è il nuovo segretario generale dei metalmeccanici Cgil. Prende il posto di Francesca Re David, nominata segretaria confederale Cgil. “Noi siamo quelli del lavoro", ha detto, "quelli che creano e producono ciò che serve alle persone. Ora viviamo un tempo di guerra. Ma la guerra distrugge, mentre il lavoro crea”

“Essere all’altezza della Fiom è la sfida più difficile, perché le metalmeccaniche e i metalmeccanici sono la parte migliore del nostro Paese”. Sono queste le prime parole che Michele De Palma ha pronunciato da nuovo segretario generale della Fiom, prendendo il posto di Francesca Re David, nominata lunedì 4 aprile segretaria confederale della Cgil. De Palma è stato eletto oggi (mercoledì 6 aprile) a Roma, presso l’Hotel Eurostars Roma Aeterna, al termine della due-giorni dell’Assemblea generale della Federazione, alla presenza del segretario generale Cgil Maurizio Landini. I votanti sono stati 176: i sì 164 (pari al 93,2 per cento), i no 11 e un astenuto.

“Noi siamo quelli del lavoro: quelli che creano, progettano, producono ciò che serve alle persone. Ora, però, viviamo un tempo di guerra. Ma la guerra distrugge, mentre il lavoro crea”, ha detto De Palma, annunciando subito una campagna di “assemblee in tutte le fabbriche e gli uffici, dove il nostro impegno dovrà declinarsi sul binomio pace e lavoro. C’è in atto una discussione difficile, fatta spesso con l’elmetto in testa, ma questa discussione dobbiamo portarla fuori dai luoghi di lavoro, tra la gente. Quando bisogna assumere posizioni controcorrente la Fiom c’è: e queste nostre posizioni sono poi quelle che determinano il futuro del Paese”.

Michele De Palma è nato a Terlizzi (Bari) nel gennaio del 1976. Negli anni Novanta ha avuto esperienze e responsabilità nei movimenti studenteschi e nel Partito della rifondazione comunista. Nel 2008 è stato funzionario della Fiom a Reggio Emilia, nel 2012 gli è stata affidata la responsabilità del settore automotive (negli anni della vertenza Fiat). È stato eletto in segreteria nazionale Fiom nell'ottobre del 2017 su proposta della segretaria generale Francesca Re David, assumendo la responsabilità di coordinare le politiche contrattuali, del settore della mobilità e di responsabile dell'ufficio sindacale.

“La linea programmatica della Fiom è nella continuità e nell’innovazione”, ha detto De Palma: “La continuità è stata la scelta nel corso di questi anni, da Claudio Sabattini in poi, di costruire una Fiom nuova. Una Fiom nuova è quella che supera la crisi del sindacato, e per superare la crisi del sindacato bisogna mettere al centro le lavoratrici e i lavoratori, i suoi delegati e, in particolare, la democrazia. Perché non esiste il sindacato senza la democrazia”

Sono tempi di guerra, ha continuato il neosegretario generale, e “la più grande opposizione alla guerra sono le lavoratrici e i lavoratori. Lo sono in particolare i metalmeccanici, che costruiscono ciò che alle persone serve per cambiare il mondo, per farlo transitare dalla condizione attuale a una condizione più socialmente accettabile e ambientalmente sostenibile”. La sfida, dunque, è quella di “aprire un confronto con le imprese e con il governo per governare una transizione che abbia l’obiettivo di costruire un futuro migliore per le giovani generazioni. Perché l’obiettivo della Fiom è sempre stato quello di donare democrazia, pace e lavoro al futuro del nostro Paese”.

Alla proclamazione erano presenti il segretario generale Cgil Maurizio Landini e l’ex segretaria generale Fiom Francesca Re David. “Con l’elezione di De Palma continuiamo il processo di rinnovamento dei gruppi dirigenti, in modo da affrontare con sempre maggiore efficacia la complessità dei problemi attuali”, ha commentato Landini, sottolineando che questa elezione segna “un rinnovamento anche dal punto anagrafico. Uno dei nostri obiettivi è favorire l’ingresso delle nuove generazioni: vivono un momento difficile, fondato su precarietà e mancanza di lavoro, e noi dobbiamo assicurare loro futuro e certezze”.

Molto emozionante il momento del saluto della ormai ex segretaria generale Francesca Re David. “Lascio la Fiom dopo 25 anni, un percorso di vita e di lavoro straordinario, nella consapevolezza che la Federazione è un collettivo importante, che ha fatto cose fondamentali per il Paese”, ha detto Re David. “Michele De Palma – ha aggiunto – ha avuto da tutta l’organizzazione un riconoscimento vero, grazie alla sua passione e al suo impegno. Farà un grande lavoro, ha tutte le capacità per farlo. Come sempre, la Fiom ha scelto la persona giusta al momento giusto”

Tornando a De Palma, il nuovo segretario generale ha avuto modo d'iniziare a disegnare quella che sarà la “sua” Fiom. “Il lavoro c’è quando ci sono i diritti connessi al lavoro, a partire dal diritto alla contrattazione”, ha spiegato, evidenziando che “il conflitto in corso vede i lavoratori subire un impatto negativo sia sui salari sia sulle condizioni di vita. Si opera quando arrivano le commesse e le materie prime, i lavoratori ormai vengono chiamati a produrre just in time. Questo stressa non solo il nostro sistema contrattuale, ma anche gli stessi lavoratori”.

De Palma ha poi sottolineato che “il Paese e il governo hanno dimenticato l’industria: per realizzare la grande transizione ecologica e di giustizia sociale bisogna partire dai metalmeccanici. Il governo e il sistema delle imprese, per guardare al futuro dell'Italia, devono guardare al ruolo dei lavoratori nell'economia”. Un esempio di questa “distrazione” è il settore dell’automotive: “Siamo gli unici in Europa a non avere un ‘piano della mobilità’, abbiamo scritto il Pnrr e dentro non c’è una riga, e ovviamente neanche una risorsa, sul futuro dell’industria dell’auto”.

Nel campo dei Paesi produttori l’Italia è scesa rapidamente dal primo all’ottavo posto, è passata da due milioni di veicoli ad appena 400 mila. “Stellantis è in cassa integrazione, le aziende dell’indotto chiudono”, dice il neosegretario, chiedendo “un ‘piano straordinario per l’automotive’ che garantisca la transizione”. Ma c’è di più: “Si dice che il passaggio dall’endotermico all’elettrico brucerà posti di lavoro. Ma l’elettrico ha bisogno di semiconduttori, di motori, di sistemi informatici: produzioni che dovremmo fare noi, non andarle a comprare da altri sistemi industriali”.

L’ultimo tema affrontato è quello degli infortuni sul lavoro. “Abbiamo tanto discusso di digitalizzazione e industria 4.0, ma non abbiamo tenuto conto che il punto centrale dell’innovazione è la tutela della salute e della vita delle persone”, ha illustrato De Palma: “Assistiamo all’intensificazione e allo spezzettamento del lavoro, allo smaterializzarsi delle condizioni che erano garantite prima. Dobbiamo dunque investire nell’utilizzo del contratto nazionale per prevenire gli infortuni, negoziando con le imprese, rafforzando strumenti come, ad esempio, i break formativi e il registro dei quasi infortuni”.

De Palma ha infine annunciato che, da oggi in poi, la Fiom “fermerà la produzione ogni volta che in uno stabilimento si determinerà un infortunio potenzialmente mortale”, e che “in tutti i processi giudiziari si costituirà parte civile”. Il neosegretario, in conclusione, ha rilevato che la gran parte delle morti sul lavoro “non avvengono nel cuore delle aziende, ma nelle parti appaltate. Questo ci dice che il mondo della fornitura e della subfornitura è una terra di nessuno, dove bisogna portare tutele e diritti, anzitutto valorizzando il ruolo fondamentale delle Rsu e dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”.