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La Flc Cgil in vista della prossima nomina del direttore generale dell’Ispra esprime una “forte preoccupazione” per i possibili candidati rispetto alle anticipazioni di stampa. Preoccupazione “per la nomina e per il futuro stesso dell’ente pubblico di riferimento per la tutela dell’ambiente nel nostro Paese”.
“L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – si legge in una nota - è chiamato a operare nel rispetto di rigorosi criteri di indipendenza, trasparenza e solidità scientifica, fondamentali per garantire il supporto tecnico alle decisioni pubbliche in materia di tutela ambientale”.
Negli ultimi anni, tuttavia, continua la nota “non sono mancati segnali di pressione e tentativi di ridimensionamento dell’ente attraverso una sistematica campagna di delegittimazione portata avanti da alcune lobby legate al mondo venatorio e da esponenti politici, che hanno accusato l’Ispra di ‘ambientalismo integralista’ e di spingere verso normative eccessivamente vincolistiche”.
“L’attacco alle competenze e al ruolo dell’Istituto è in particolare contenuto nel disegno di legge 1552, volto a modificare la normativa quadro sulla tutela della fauna e sulla regolamentazione dell’attività venatoria con una proposta di modifica della durata della stagione di caccia che comporterebbe una riduzione del peso del parere Ispra nelle decisioni relative all’estensione dei calendari di caccia”, rimarca la Flc Cgil.
E ancora: “In questo quadro, la scelta del nuovo direttore generale riveste un valore strategico e deve ricadere su una figura autonoma da influenze politiche”.
L’Ispra, conclude la nota, “rappresenta un presidio essenziale per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, è quindi imprescindibile che la nomina avvenga nel rispetto dei principi di competenza, indipendenza e credibilità istituzionale, a garanzia dell’interesse pubblico e in coerenza con i valori sanciti dalla Costituzione”.






















