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In dieci anni, persi 462 sportelli bancari. Le Marche si piazzano al primo posto della classifica in Italia per desertificazione bancaria. Dal 2016 ad oggi, il numero degli sportelli bancari, tradizionali e di credito cooperativo, è passato da 1046 a 584 con una perdita del 44,2%. È il calo maggiore considerando che il valore medio italiano si attesa a -35,2%. Per Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche, “la tutela delle aree interne e di una parte così consistente del territorio marchigiano passa anche dal mantenimento dei servizi bancari, necessari ai cittadini, fondamentali per le imprese. Su questo, la Regione intervenga al più presto”.
I dati: Marche, 84 comuni, il 37,3% del totale, sono rimasti senza filiali bancarie
Secondo i dati Ires Marche, su elaborazione Fisac Cgil Marche, nella regione, a livello provinciale, il calo maggiore è nella provincia di Ancona con -48,5% cui seguono Macerata con -44,7%, Pesaro e Urbino con -44,3%, Ascoli Piceno con -40,4% e Fermo con -33,7%. Se si passa alle aree interne, la variazione più consistente è nei comuni periferici con -49,4% anche se, nel complesso, non si evidenzia una differenza importante tra centri con -44,4% e aree interne con -43,1%. I comuni che rientrano nella zona del cratere registrano una diminuzione del 40,3% degli sportelli, minore, rispetto al calo osservato nei territori fuori dal cratere, -45,2%. Va messo in evidenza che sono 53 i comuni che, nel 2016, potevano contare su almeno uno sportello e invece oggi ne sono rimasti senza. All’interno del cratere, sono 22 i comuni che, dal 2016, hanno perso l’ultimo sportello e cioè il 25,9% dei territori della zona. Va inoltre sottolineato che, se a questi vengono aggiunti i 31 comuni che già nel 2016 erano senza sportelli, ad oggi nelle Marche si registrano 84 comuni senza filiali bancarie e cioè il 37,3% del totale dei comuni. Il tutto per una popolazione residente di oltre 12 mila individui, il 7,6% del totale dei marchigiani. Il peso dei territori senza sportelli si attesta al 27% nei centri e nelle aree interne sale al 49,5%. Dunque, in queste zone, quasi un comune su due è sprovvisto di filiali e ad oltre 40 mila residenti non è garantito un servizio di prossimità. Nei comuni periferici l’incidenza sale al 52,5%. Nel cratere, i comuni senza sportello sono 42 (49,4%) ai quali fa riferimento una popolazione di 45 mila residenti, il 14,3% del totale della popolazione marchigiana. Tra le province, Fermo osserva la percentuale più alta di territori sprovvisti di sportelli, 52,5%.
Boccetti, Cgil Marche: “Meno uffici postali, dimezzate le banche: una situazione che alimenta un senso di abbandono e di assenza dello Stato”
“Nel territorio – dichiara Daniele Boccetti, segretario regionale Cgil Marche – si dimezzano gli sportelli bancari e diminuiscono significativamente anche gli uffici postali, almeno in termini di orari di apertura e presenza territoriale. Questo contribuisce ad alimentare un senso di abbandono e di assenza dello Stato, che mina la coesione sociale della comunità”.
Secondo Riccardo Romano, segretario Fisac Cgil Marche, “questa politica di desertificazione causa disagi anche alle lavoratrici e ai lavoratori proprio in un periodo in cui la digitalizzazione dovrebbe favorire un lavoro che va verso i lavoratori e i clienti e non viceversa. Non va inoltre dimenticato che alla desertificazione fa seguito la riduzione degli addetti di settore tramite il fondo di solidarietà che implica una riduzione del reddito dei prepensionati residenti in Regione. Da ultimo non dimentichiamo come le banche siano un presidio di legalità a tutela del fenomeno dell’usura e come il carattere di servizio a interesse pubblico del servizio bancario deve essere fatto valere dalla politica”.






















