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Le avventure di un fuorisede

Ivana Marrone e Patrizia Pallara
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Il racconto di Matilde e Marco. Il desiderio di formarsi in un'altra città, la frustrazione nella ricerca di alloggio in un Paese in cui il diritto allo studio è spesso ancora una chimera

Matilde, romana, decide di frequentare l'università a Napoli, ma scopre che la bolletta che paga nella casa dove alloggia va tutta al proprietario, il quale a sua volta ruba l'elettricità al condominio. Marco, pugliese, ha dovuto rinunciare – per problemi di alloggio – alla decisione di studiare a Bologna.

Sono tanti i motivi per cui uno studente decide di frequentare un'università da fuori sede: una facoltà particolare, il desiderio di fare esperienze di studio importanti lontano da casa e così via. Le persone circolano e insieme ad esse circolano i saperi: anche questo rende vitale un paese. Ma se non si è ricchi il percorso deve scontrarsi spesso con difficoltà e frustrazioni molto pesanti, a partire da una necessità primaria: quella di trovare un alloggio.

In un Paese come l'Italia dove il diritto allo studio è spesso una chimera e gli affitti nelle città sedi delle principali università sono alle stelle, trovare una casa appena dignitosa non è semplice. E seppure il Covid pare aver rallentato la crescita degli affitti, le cifre restano proibitive: a Milano, ad esempio, la città più cara in assoluto, se le locazioni sono scese del 9%, resta il fatto che una stanza costa ben 480 euro al mese. Se si pensa che uno studente fuori sede a Milano che pure ha la fortuna di godere di borsa di studio prende circa 5.000 euro l'anno, è evidente come la situazione non sia semplice.