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Social Housing a Firenze, accordo per alloggi ad affitti veramente sociali

Social Housing a Firenze, accordo per alloggi ad affitti veramente sociali
Foto: foto da Pixabay.com
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Si tratta del primo accordo integrativo territoriale firmato in Italia. Per l'intervento di Firenze è stato deciso un costo di 6,60 euro al metro quadro, mentre per Sesto Fiorentino un costo di 5,90 euro al metro quadro

Finalmente una buona notizia nel difficile mondo delle locazioni dell’area metropolitana fiorentina. Oggi è stato firmato l’accordo integrativo per determinare il livello degli affitti in social housing, per 82 alloggi che saranno costruiti a Firenze in via Pistoiese e 90 alloggi a Sesto Fiorentino, in via della Pace.

Si tratta del primo accordo integrativo Territoriale firmato in Italia, dopo l’entrata in vigore del decreto ministeriale del gennaio 2017, tra la società di costruzione e i sindacati Sunia, Unione Inquilini, Sicet, Uniat. Accordo che rappresenta il riconoscimento del ruolo dei sindacati inquilini nel contrattare i canoni di locazione con i costruttori che intervengono con piani di edilizia sociale.

Per l’intervento di Firenze è stato deciso un costo di 6,60 euro al metro quadro, mentre per Sesto Fiorentino un costo di 5,90 al metro quadro.

"Oggi è un giorno importante per quanto riguarda il Social Housing, perché grazie all’attività dei sindacati inquilini, viene contrattato un affitto che corrisponde veramente alla missione del social housing", afferma Laura Grandi segretaria del Sunia di Firenze, che aggiunge: "avremo così sicuramente affitti accessibili e veramente più vantaggiosi rispetto al mercato degli affitti dell’area fiorentina, purtroppo drogato dal fenomeno del turismo".

Il social housing si colloca a metà tra l’edilizia popolare e le proprietà private affittate a prezzo di mercato. L’obbiettivo principale di questa edilizia sociale è fornire alloggi con buoni o ottimi standard di qualità, a canone accessibile a tutta quella fascia di popolazione che, pur avendo un reddito, non riesce più a stare sul mercato per gli alti costi dell’abitare.

Il social housing rappresenta dunque "un importante strumento politico a servizio dell’intera collettività perché ha come finalità quella di migliorare la condizione di alcuni cittadini fornendo loro un contesto abitativo dignitoso e un canone accessibile", conclude Grandi, "ma soprattutto a canoni di locazione più sopportabili e molto più contenuti rispetto al mercato privato. Ed è quello che siamo riusciti ad assicurare come sindacati degli inquilini".