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Luiz Inácio Lula da Silva ha vinto il ballottaggio delle presidenziali brasiliane. Il leader del Partito dei lavoratori conquista il quarto mandato e sconfigge Flávio Bolsonaro, senatore di estrema destra e figlio dell’ex presidente Jair. Secondo i risultati del Tribunale superiore elettorale riportati da Associated Press, a scrutinio concluso Lula ha ottenuto il 51,8% dei voti, con un vantaggio di circa 4,4 milioni di preferenze. Una vittoria che arresta il progetto di riportare la famiglia Bolsonaro alla guida del Paese.
La rimonta e il ringraziamento ai giovani
Il risultato ribalta quello del primo turno del 4 ottobre, quando Flávio Bolsonaro aveva preceduto il presidente uscente di circa due punti. Nessun candidato arrivato secondo nella prima votazione era finora riuscito a conquistare la presidenza al ballottaggio nella storia democratica brasiliana.
Nelle prime dichiarazioni dopo il successo, Lula ha rivolto un ringraziamento particolare a chi si è mobilitato nelle ultime settimane: “Ringrazio la generosità dei giovani brasiliani che si sono battuti a difesa della democrazia”, ha detto, secondo quanto riferisce l’agenzia. A San Paolo e in altre città, i sostenitori hanno festeggiato nelle strade una vittoria che alla vigilia appariva tutt’altro che scontata.
Tra i due turni, la campagna progressista aveva ritrovato forza attraverso iniziative nelle piazze, contatti con gli elettori e mobilitazione digitale. Come racconta Le Monde, al centro dell’appello al voto erano tornati la difesa dei diritti sociali, dell’Amazzonia e della sovranità nazionale. Il confronto riguardava anche scelte concrete: sostegno ai redditi, trasporti pubblici e riduzione del tempo di lavoro, contrapposti ai programmi di taglio della spesa e di deregolamentazione del candidato della destra.
Il peso del Nordest
La geografia elettorale racconta quanto il Brasile resti diviso. Secondo l’elaborazione di Uol sui dati del tribunale elettorale, Lula ha costruito il suo vantaggio soprattutto nel Nord-Est, dove ha raccolto il 69,37% dei voti validi e ha prevalso in tutti e nove gli Stati della regione.
Bolsonaro si è imposto invece nel Sud, nel Centro-Ovest e, complessivamente, nel Sud- Est. È dunque un consenso territorialmente diseguale quello che consegna a Lula la rielezione. Il radicamento nel Nordest, segnato storicamente da forti disuguaglianze, conferma il peso politico di un elettorato per il quale servizi pubblici e protezione sociale incidono direttamente sulle condizioni di vita.
Bolsonaro contesta, le istituzioni confermano
Flávio Bolsonaro ha annunciato che chiederà l’annullamento del voto, contestando la proroga di due ore dell’apertura dei seggi disposta per le difficoltà nei trasporti e il maltempo. Richieste di prolungamento erano state presentate da entrambe le campagne. Il presidente del Tribunale superiore elettorale, Kassio Nunes Marques, ha però confermato la vittoria di Lula e difeso l’affidabilità del processo. Anche i presidenti della Camera e del Senato, Hugo Motta e Davi Alcolumbre, entrambi di centrodestra, hanno riconosciuto l’esito delle urne.
Donald Trump ha invece messo in dubbio il risultato, paragonandolo alle presidenziali statunitensi del 2020, senza presentare prove di irregolarità. Lula si è subito detto disposto a collaborare con un Parlamento nel quale la destra si è rafforzata. È questo il primo nodo del nuovo mandato: trasformare la maggioranza elettorale in possibilità di governo.






















