Un imprenditore edile e' stato condannato dal tribunale di Torino per una vicenda di mobbing. Luciano Bresciani e' stato riconosciuto colpevole del reato di maltrattamenti, e gli sono stati inflitti un anno e otto mesi di reclusione condonati per effetto dell' indulto. Secondo l' accusa, sostenuta in aula dal pm Francesca Traverso, l' imprenditore avrebbe sottoposto a vessazioni due impiegate: le donne, emarginate, furono costrette a lavorare in un locale separato dagli altri, vicino a un piazzale dove sostavano gli autocarri, senza telefono ne' computer, in un clima di ostilita'. I fatti contestati risalgono a un periodo compreso tra il 1997 e il 2001 e sono stati ricostruiti da un' inchiesta del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello. Le due impiegate, parte civile con l' avvocato Laura D' Amico, hanno ottenuto il diritto ad essere risarcite e un acconto (la cosiddetta 'provvisionale') di cinquemila euro.