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9 dicembre 2020

Voto sul Mes, incognita Renzi e M5s

Marco Togna
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Guida sintetica alla lettura dei principali quotidiani italiani. Con uno sguardo particolare riservato al lavoro e al sindacato

Il voto in Parlamento sul Mes e i primi vaccinati europei per il Covid: questi i due temi principali delle prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali di oggi (mercoledì 9 dicembre). “Intesa sul Mes, ma Conte è sotto attacco. Saltato il Consiglio dei ministri, oggi il voto in Parlamento. No del governo alle Province, resta il divieto di spostamento. Sì del M5S al nuovo salva-Stati. Renzi non cede sul Recovery: pronti a ritirare i ministri” titola il Corriere della Sera, mentre Repubblica apre con “V-Day, il vaccino sbarca in Europa. Comincia da Londra la più grande campagna di immunizzazione. Margaret Keenan, 90 anni, e William Shakespeare, 81, i primi a ricevere il siero anti-Covid. Il 15 gennaio inizierà anche l’Italia. La direttrice dell’Ema: Il 29 dicembre il via libera nei Paesi Ue”.

“Lazio, locali chiusi fino a marzo. L’annuncio dell’assessore D’Amato: Serve rigore per altri tre mesi: l’indice Rt deve scendere. Allarme dell’Iss in vista delle Feste in casa: Se non c’è ricambio d’aria, il contagio è assicurato” recita il Messaggero, mentre sulla Stampa si legge “Renzi-Conte, è scontro frontale. Il leader Iv: Rompo davvero. Il premier prova a congelare il piano. Cassese: Troppi poteri a un solo uomo. Alta tensione sulla task force per il Recovery. Retromarcia dei ribelli 5S. Accordo sul Mes, oggi voto in aula”.

Il Fatto Quotidiano apre con “Renzi spara, il M5s spera. L’Irresponsabile: l’italovivo è pronto a rompere sulla task force del Recovery e il Pd se ne sta zitto. Oggi Mes alle Camere e poi Cdm. Rientrata (forse) la fronda M5s”, il Giornale lancia “Ritardo irresponsabile: la Merkel licenzia Conte. L’ennesimo rinvio sugli aiuti Ue fa infuriare la Germania. I grillini ribelli cedono sul Mes per non perdere la poltrona, ma la maggioranza è a pezzi. Mattarella stanco delle liti: dimostrate di poter governare”, mentre il Manifesto recita: “Aggiungi un posto a tavola. Rientra la fronda grillina e il presidente del Consiglio oggi conta di ottenere il lasciapassare per Bruxelles sul Mes. Ma contro la sua leadership arrivano le bordate di Renzi che ha buon gioco nel criticare la sua gestione del Recovery europeo”.

Infine, due aperture differenti. La prima è quella di Libero: “Ha ragione il governatore della Lombardia: Importante è disobbedire. Fontana a ‘Libero’ ha detto che comprende chi viola divieti incomprensibili e assurdi. Ai diktat di Palazzo Chigi preferiamo il buon senso. Non siamo sudditi, solo responsabili”. La seconda è quella del Sole 24 Ore: “Le imprese Ue, subito gli investimenti. Recovery in stallo, turismo escluso. Fondi europei: lettera dei presidenti delle Confindustrie di Italia, Spagna, Francia, Germania e Polonia. Governance, Renzi attacca e il Cdm viene rinviato. Aziende turistiche in rivolta”.

Nelle prime pagine viene dato spazio anche al fenomeno dell’acqua alta a Venezia a causa di previsioni meteo errate, alla sospensione della partita di Champions League tra Basaksehir e Psg in seguito all’insulto razzista a un giocatore, al veto di Polonia e Ungheria sui fondi Ue, al calo dei controlli prenatali e degli screening tumorali nella sanità pubblica, alla decisione del neo-eletto presidente Usa Joe Biden di affidare la Difesa al generale afroamericano Austin, all’organizzazione del primo torneo di boxe femminile a Gaza, allo sciopero dei contadini in India e al probabile via libera dell’Antitrust europeo alla fusione tra Fca e Psa.

Le interviste
“È una svolta per motivi etici, reputazionali e di qualità del servizio: investire sui nostri fattorini sarà un motivo di crescita. Non baseremo più il rapporto con loro solo su un algoritmo”. A dirlo è l’amministratore delegato di Just Eat Italia Daniele Contini, intervistato dalla Stampa in merito alla decisione aziendale di assumere i rider come dipendenti. “Cambierà tutto, gradualmente”, spiega l’imprenditore: “Ci sarà un contratto, vedremo di quale categoria, con malattie, ferie, paga oraria, chance di carriera (...) Creeremo degli hub dove i rider a inizio turno troveranno bici e motorini elettrici, giacche, caschi, zaini. Poi faremo formazione, per migliorare il servizio ai clienti. E serviranno figure nuove: coordinatori dei fattorini, responsabili del reclutamento e degli hub. È un investimento importante, anche in termini economici”. Contini precisa che “non possiamo rinunciare alla flessibilità, perché la gran parte della nostra attività si concentra in poche ore (…) dunque ci saranno diversi tipi di inquadramento, servono formule contrattuali non rigide. Ci auguriamo che istituzioni e sindacati, con i quali vogliamo dialogare, capiscano che non possiamo muoverci secondo vecchi schemi. Offriamo lavoro vero, ma serve un ecosistema adeguato”.

“La patrimoniale è necessaria e molto più equa di Imu e C.”: questo il titolo dell’intervista del Fatto Quotidiano all’economista francese Gabriel Zucman. “La patrimoniale proposta in Italia è ottima, perché prevede aliquote modeste fino a un patrimonio di 5 milioni di euro e aliquote più significative per i super-ricchi”, spiega il docente della University of California, che già in epoca pre-Covid aveva teorizzato la wealth tax, un’imposta progressiva sul patrimonio personale dei super ricchi. “È infinitamente migliore di qualsiasi imposta fondiaria, perché è molto più equa: includerebbe tutti gli asset, non solo quelli immobiliari, darebbe la possibilità di dedurre i debiti e sarebbe progressiva”, prosegue Zucman: “Una persona proprietaria di una casa da 700 mila euro di valore, ma indebitata per 200 mila euro, non pagherebbe nulla, mentre oggi la stessa persona paga tasse significative su quel bene immobiliare”. La motivazione principale della patrimoniale è che “le persone molto ricche possono avere un patrimonio molto grande, ma allo stesso tempo avere un reddito tassabile molto piccolo o addirittura assente. Senza la patrimoniale continueranno a esserci persone che non pagano tasse, perché il loro reddito è basso o nullo. Stiamo parlando di persone ricchissime, che hanno la capacità di creare strutture per i loro affari in grado di fargli pagare pochissime tasse”. L’ultima battuta è per i sostenitori della flat tax: “Continuare a dire che queste politiche hanno un effetto benefico a cascata su tutti, alla luce della lezione della storia, significa dire semplicemente una bugia. Non c’è dimostrazione empirica per sostenere che queste politiche siano in grado di innalzare lo standard di vita della maggioranza della popolazione. Chi lo sostiene oggi, vista l’esperienza di Stati Uniti e Regno Unito, dice il falso”.

Gli editoriali
Un piano “ancora piuttosto vago”, così l’economista Carlo Cottarelli definisce sulle colonne della Stampa la bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che sarà alla base dell’utilizzo dei fondi del Recovery plan. Il Pnrr comprende sei “missioni”: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Parità di genere, coesione sociale e territoriale; Salute. Si tratta delle sei aree identificate già nelle Linee guida con poche variazioni (la principale è quella di aver indicato appropriatamente nella quinta missione la parità di genere come obiettivo essenziale). “Le missioni – spiega Cottarelli – sono divise in 17 componenti, o gruppi di progetti, per un totale di 54 progetti. C'è anche una specie di settima missione, anche se non viene chiamata tale, sulla riforma della giustizia”.

Alcune cose buone ci sono, illustra l’ex dirigente del Fondo monetario internazionale: il governo “ha riconosciuto che una giustizia veloce è assolutamente essenziale per la società e l'economia italiana”, viene indicata “non solo per ogni missione, ma anche per ogni componente, la spesa prevista” e c'è anche “un po’ più di concretezza, sempre rispetto alle Linee guida, nel descrivere i programmi”. Ma le buone notizie finiscono qui. “Per molti dei programmi si elencano solo gli obiettivi. In alcuni, neppure quelli”, prosegue Cottarelli, facendo diversi esempi, rilevando poi in generale che su 125 pagine della bozza “solo cinque siano utilizzate per descrivere i programmi previsti per la missione Rivoluzione verde, nonostante questa assorba quasi il 40 per cento dei fondi europei”.

Oltre alla mancanza di specificità, Cottarelli rileva un altro problema: “La sezione sulla giustizia ci informa che ‘tutte le riforme sono già state presentate in Parlamento’. È una frase preoccupante per chi ritiene che i disegni di legge di riforma presentati in Parlamento siano insufficienti, come nel caso della giustizia civile”. L’economista evidenzia anche che “si dice pochissimo sulla necessità di ridurre l'eccesso di norme burocratiche”, che “si dimentica quasi completamente la fondamentale questione delle riforme organizzative, di gestione e di incentivi del personale necessarie per orientare la nostra pubblica amministrazione verso la produzione di servizi migliori” e che “non c'è nulla su quanto il governo intenda fare per migliorare la concorrenza tra imprese”.

La Cgil
Due importanti avvenimenti sindacali sono in calendario per oggi. Il primo è lo sciopero del pubblico impiego indetto dalle categorie di Cgil, Cisl e Uil, a spiegarne le motivazioni è il segretario generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, in un video su Collettiva. Il secondo è la ripresa della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, ne parla in Collettiva la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David.

L’agenda degli appuntamenti
Per il quadro completo di tutti gli appuntamenti Cgil, vedi l’agenda di Collettiva.