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Moda, più sicurezza per rilanciare il settore

Moda, più sicurezza per rilanciare il settore
Foto: Foto Antonello Nusca / Sintesi
Nicola Lazzerotti
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Sindacati e Confindustria hanno firmato il protocollo per la regolamentazione delle misure di contrasto e contenimento del contagio nelle imprese

Lo scorso 16 aprile, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno firmato con i rappresentanti di Confindustria Moda, e le associazioni di categoria in essa federate, un protocollo in cui intendono - recita il documento - offrire alle imprese ed ai lavoratori del settore Moda un complesso di misure da implementare in un adeguato contesto organizzativo, per perseguire in un clima di collaborazione e di condivisione l'obiettivo di coniugare il valore primario della salute e della sicurezza del lavoro con la ripresa dell'attività produttiva e di tutte le attività economiche connesse, dopo il blocco previsto dal Dpcm 10 aprile 2020. 

"Il protocollo sulla regolamentazione delle misure di contrasto e contenimento del contagio covid-19, firmato oggi con Confindustria Moda, definisce le modalità e le procedure di riapertura di tutte le aziende del sistema moda, nel rispetto e nella tutela della salute dei lavoratori, rappresenta un fatto importantissimo che rafforza le relazioni sindacali con Confindustria Moda", ha dichiarato Sonia Paoloni, segretaria nazionale della Filctem Cgil, riguardo l'accordo.

"Inoltre - prosegue - pone le basi per un successivo documento politico di salvaguardia e rilancio del settore, sia per le aziende che per la tenuta occupazionale, da inviare congiuntamente al governo. In un periodo incerto, come quello che stiamo affrontando, avanzare congiuntamente non è cosa da poco ed è il modo corretto per il rilancio di un sistema economico complesso e per la tutela del made in Italy". Nella stesura del presente Protocollo, le parti hanno assunto come premesse e linee guida le disposizioni contenute: nei Dpcm del 8 marzo 2020, 11 marzo 2020, 22 marzo 2020 e 10 aprile 2020, nonché le ordinanze ed i decreti del ministro della Salute e delle Regioni ad essi collegati o conseguenti; nel "Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del contagio Covid-19 negli ambienti di lavoro" del 14 marzo 2020, sottoscritto da governo, Confindustria e Cgil, Cisl, Uil.

Gli elementi più rilevanti contenuti nel protocollo:

- Sono previsti ingressi scaglionati per i dipendenti che devono essere anticipati dal controllo temperatura corporea “in caso di febbre oltre 37,5 gradi è possibile anche una verifica all’ingresso in azienda) o altri sintomi influenzali è obbligo per questi di rimanere al proprio domicilio e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’Autorità Sanitaria”, il rispetto eventuali periodi di quarantena, etc.;

- La modalità di trasporto dei lavoratori, a cui sarà chiesto di utilizzare preferibilmente mezzi propri, utilizzati individualmente (nel caso di utilizzo di mezzi pubblici, i lavoratori saranno sempre dotati di mascherina protettiva ed istruiti sulle migliori norme di comportamento per ridurre al massimo le occasioni di contagio);

- Per quanto riguarda la sanificazione ambientale, l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica (di norma settimanale) dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. Nel caso di presenza di una persona con Covid-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del ministero della Salute nonché alla loro ventilazione. Occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi. L’azienda in ottemperanza alle indicazioni del ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga);

Precauzioni igieniche personali. È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L’azienda mette a disposizione in ogni reparto idonei mezzi detergenti per le mani. È raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone;

- L’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel presente Protocollo, vista l’attuale situazione di emergenza, è fondamentale. Per questi motivi:

a. L’azienda, fornirà ad ogni dipendente un numero adeguato di mascherine protettive (con priorità per i lavoratori addetti ai reparti ad alta intensità di lavoro), che dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità;

b. Data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria;

c. È favorita la preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’Oms.

La gestione degli spazi comuni (mensa, spogliatoi, aree fumatori, aree relax, etc.) con ingressi contingentati, permanenza per tempi ridotti e mantenimento della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone che li occupano;

Turnazione, trasferte e smart working. In riferimento ai Dpcm citati in premessa, limitatamente al periodo della emergenza dovuta al Covid-19, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai Ccnl e d’intesa con le rappresentanze sindacali aziendali: disporre la chiusura di tutti i reparti e uffici diversi dalla produzione o, comunque, di quelli nei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza. Agli smart workers viene inviata l’informativa sul lavoro agile (predisposta dall’Inail), che tutela la salute e sicurezza nello svolgimento del lavoro in tale modalità, anche per coloro che ai sensi di legge non hanno firmato specifico accordo. Assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti, aumentare il “distanziamento sociale” e creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili. Ad esempio, a seconda dell’organizzazione aziendale e delle possibilità tecniche, si potrà:

a. Aumentare gli spazi tra le postazioni di lavoro degli addetti;

b. Aumentare i turni di lavoro nell’arco del giorno e della settimana;

c. Ridurre il numero degli addetti ad ogni turno, utilizzando gli strumenti contrattuali disponibili o gli ammortizzatori sociali.

Cancellazione delle riunioni interne e riduzione al minimo degli spostamenti interni (le riunioni in presenza solo consentite in occasioni di urgenza e con una partecipazione ridotta al minimo).