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Previdenza

Meno tasse e legge sulla non autosufficienza

I sindacati pensionati al governo: coinvolgerci nella Fase 2
Foto: Simona Caleo
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Abbassare le tasse anche ai pensionati, aumentare il loro potere d’acquisto e definire una volta per tutte una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza. I sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil tornano alla carica con le loro richieste e si rivolgono al governo con tre lettere indirizzate al premier Giuseppe Conte e ai Ministri del Lavoro Nunzia Catalfo, dell’Economia Roberto Gualtieri e della Salute Roberto Speranza per chiedere di avviare quanto prima un confronto su temi di estrema rilevanza per la vita di milioni di pensionati e di persone anziane.

I sindacati evidenziano in particolare le criticità del sistema fiscale italiano, tra le quali un’evasione e un’elusione tra le più alte d’Europa, e rilanciano l’assoluta necessità di ridurre le tasse sui redditi da pensione. Inoltre, secondo Spi, Fnp e Uilp, non è più rinviabile, dopo l’emergenza Covid, la convocazione di un tavolo sulla non autosufficienza per garantire livelli essenziali sanitari e di assistenza uguali in tutto il Paese. Sulle pensioni infine la richiesta è quella di riprendere una discussione, interrotta bruscamente dalla diffusione della pandemia, sul recupero e sull’aumento del potere d’acquisto dei pensionati.

Per quanto riguarda il tema della non autosufficienza se ne parla nella lettera firmata dai segretari generali dei pensionati Pedretti, Ragazzini e Barbagallo e indirizzata al ministro della Salute,  Si rilancia la richiesta della convocazione di un Tavolo sulla non autosufficienza, che porti in tempi brevi all’emanazione di una legge quadro nazionale. Una legge che i sindacati dei pensionati e le confederazioni auspicano da tempo per garantire livelli essenziali di assistenza e sanitari universali in tutto il Paese e che, dopo l’emergenza Covid-19, non è più rinviabile. La convocazione del Tavolo, peraltro, come ricordano i segretari generali di Spi, Fnp, Uilp, era stata già prevista nei mesi precedenti l’epidemia, con l’assenso e il coinvolgimento anche del ministero del Lavoro,