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“Nessun piano, nessun investimento. Solo la conferma dei licenziamenti al 31 dicembre. Una provocazione”. Così la Fiom Cgil Vicenza ha commentato l'incontro che si è tenuto mercoledì 23 settembre, alla presenza della Regione Veneto, con la direzione di Campagnolo. Il prossimo è previsto per mercoledì 11 novembre.
La storica (fu fondata nel 1933) azienda produttrice di componenti per biciclette da corsa a fine novembre 2025 aveva comunicato ai sindacati l’intenzione di licenziare 120 (pari al 40 per cento del personale) tra impiegati e operai dello stabilimento vicentino, a causa della consistente perdita registrata nei bilanci del 2023, 2024 e 2025.
Al tavolo di monitoraggio del 23 settembre Campagnolo ha confermato la partnership strategica con Spac, la holding d’investimento svizzera che già controlla altri due brand del ciclismo professionale (come Pinarello e Q36.5), specificando che l’acquisizione di una quota di minoranza nel capitale dell’azienda vicentina sarà finalizzata nei prossimi giorni.
Campagnolo ha riferito che, nonostante la forte contrazione del mercato nel 2026, l’azienda ha risposto positivamente con una tenuta delle vendite. La società ha anche dichiarato che il piano industriale di rilancio approvato a fine 2025 sarà rimodulato e rafforzato dall’ingresso del partner che contribuirà a sostenere gli investimenti necessari.
Sul fronte occupazionale, l’organico risulta pari a 259 lavoratori e resta da definire, insieme alle parti sociali, la strategia per far fronte agli attuali 90 esuberi, a fronte dei 120 previsti dal piano, ma ridottisi a seguito di 30 dimissioni volontarie intervenute quest’anno. Va ricordato che nel 2026 i licenziamenti sono stati evitati grazie al ricorso al contratto di solidarietà.
Fiom Vicenza: “Conferma licenziamenti è scelta gravissima”
“La conferma dei licenziamenti al 31 dicembre è una scelta gravissima”, spiega la Fiom Cgil Vicenza: “In questi mesi, malgrado le difficoltà del mercato, la produzione ha dato segnali di ripresa. Nonostante questo la proprietà insiste nel voler colpire le lavoratrici e i lavoratori. Lo diciamo chiaramente: serve un vero piano industriale per rilanciare Campagnolo, non un piano di licenziamenti”.
Per il sindacato territoriale l'entrata del nuovo socio “deve tradursi subito in soldi veri, in investimenti sul prodotto e in nuovi macchinari, visto che quelli attuali sono obsoleti e non più competitivi. Basta annunci: servono liquidità immediata e fatti concreti per far ripartire l'azienda, non per smantellarla”.
La Fiom Cgil Vicenza così conclude: “Va ripresa a pieno la produzione e va chiuso il contratto di solidarietà. L'azienda, invece di dare risposte immediate, si è riservata di presentare a novembre il piano rivisto rispetto a quello presentato nel 2025, ma non ritira i licenziamenti”.






















