Adesione alta e per molti aspetti inedita allo sciopero dei dipendenti del gruppo Bonfiglioli, con presidi davanti agli stabilimenti italiani di Bologna, Forlì, Carpiano e Rovereto. La mobilitazione nasce dalla decisione unilaterale e repentina dell’azienda di peggiorare la policy sullo smart working (Lavoro per Obiettivi in Bonfiglioli) e dalla successiva conferma, nell’incontro del 26 febbraio con le rsu e le organizzazioni sindacali, della volontà espressa dalla direzione di non aprire alcun confronto con le rappresentanze sindacali.

Una chiusura che si estenderebbe anche alla imminente trattativa per il rinnovo del contratto aziendale.
“Non accettiamo che esistano temi e ambiti sottratti alla contrattazione. Lo smart working è una questione centrale per la qualità del lavoro e della vita delle persone e deve essere oggetto di confronto con le lavoratrici, i lavoratori e le loro rappresentanze”, dichiara Gianni Cotugno, coordinatore nazionale del Gruppo Bonfiglioli per la Fiom Cgil.

Carpiano

La revisione della Policy sul Lavoro per Obiettivi ha previsto “la riduzione della possibilità di lavoro agile da due giorni (o tre per i lavoratori genitori) a un giorno a settimana a partire dal 1° febbraio: una scelta adottata unilateralmente e senza alcun confronto preventivo”, si legge nella nota sindacale. “Negli ultimi anni, a partire dalla pandemia e con l’introduzione strutturata del lavoro per obiettivi dal 2022, le lavoratrici e i lavoratori hanno dimostrato di saper utilizzare questo strumento in modo responsabile ed efficace, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi aziendali senza alcun impatto negativo sulla produttività”, dichiara Luca Francia, coordinatore nazionale del Gruppo Bonfiglioli per la Uilm.

La decisione aziendale risulta ancora più incomprensibile alla luce del fatto che la policy era già stata modificata molto recentemente (giugno 2025) e aveva, invece, accolto molte delle richieste avanzate dalle lavoratrici e dalle rsu, nell’ottica di migliorare la conciliazione tra vita professionale e privata e permettere una gestione più sostenibile degli impegni familiari e di cura. La risposta delle lavoratrici e dei lavoratori è stata una attivazione larga e consapevole che si è articolata in queste settimane, prima con una massiccia partecipazione alle assemblee convocate nei singoli siti, poi con diverse azioni nei singoli stabilimenti dietro lo slogan “contrattiamo il lavoro per obiettivi” e culminata oggi, 19 marzo, con una mobilitazione per la prima volta coordinata negli uffici di tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo.

“Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci – si legge nella nota –, proseguiremo nelle prossime settimane con le assemblee per la presentazione e l’approvazione della piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto aziendale. Il nostro obiettivo è aprire una trattativa vera e ottenere l’inserimento del lavoro agile tra i temi centrali del prossimo contratto aziendale”.