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L'intesa

Ondate di calore, anche i rider potranno fermarsi

Foto: Marco Merlini
Patrizia Pallara
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Accordo tra Filt Cgil e Just Eat a Bologna, Modena, Parma e Rimini per tutelare salute e sicurezza dei lavoratori: pause retribuite, sali minerali e acqua, turni di massimo due ore nelle ore più torride, ipotesi di sospensione pagata in caso di allerta rossa

Immaginate di pedalare per le strade della città infuocate da Caronte, l’anticiclone africano. Nelle ore più calde, quelle del pranzo, per consegnare sushi e pizza, hamburger e patatine. E di non avere la possibilità di fermarvi per riposare, prendere fiato, rinfrescarvi. In queste settimane di temperature tropicali succede a tutti i rider d’Italia, che rischiano colpi di calore pur di non perdere l’ordine e la connessione. Per affrontare e risolvere il problema, le Filt Cgil di Bologna, Modena, Parma e Rimini e Just Eat hanno raggiunto un’intesa per rendere meno gravoso il lavoro dei ciclofattorini e proteggere la loro salute.

L’accordo prevede per i mesi di luglio e agosto due pause retribuite fino a 10 minuti per riposare e recuperare le forze, l’onere da parte dell’azienda a mandare un responsabile a controllare lo stato di salute del lavoratore se si superano le due pause, la disponibilità a effettuare turni di massimo due ore nelle fasce orarie giornaliere più calde, la fornitura di acqua e sali minerali a carico del datore, un impegno a valutare la sospensione retribuita dal servizio in caso di allerta rossa proclamata dalla protezione civile.

“Un esempio positivo di contrattazione, frutto di buone relazioni sindacali con l’unica azienda che in Italia applica contratti regolari – commenta Danilo Morini, Filt Cgil nazionale -. In Emilia Romagna le organizzazioni provinciali, muovendosi in modo coordinato, sono state capaci di mettere in atto un’azione sinergica in quattro territori in cui Just Eat è presente. Una conquista che valorizza i percorsi fatti e che speriamo si possa replicare anche nelle altre 29 realtà dove opera la società, a cominciare da città come Roma e Milano”.

Già perché non ci sono solo la pioggia, il vento forte o il freddo come fattori che mettono a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori, da qualche anno c’è anche il caldo torrido. “Negli ultimi due mesi a Bologna è capitato almeno una volta che la protezione civile abbia proclamato l’allerta rossa – spiega Carlo Parente, della Filt Cgil Bologna -: nelle fasce orarie più calde si possono raggiungere temperature incredibili. La possibilità di rivendicare misure organizzative volte a ridurre il rischio e migliorare la sicurezza sono la diretta conseguenza della corretta tipologia contrattuale applicata. Non siamo pienamente soddisfatti, sono piccoli risultati che vanno aggiornati e migliorati. Ma se facciamo il confronto con altre aziende che ancora applicano il cottimo, come Glovo o Deliveroo, non c’è paragone”.