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Fermiamo la strage

Carrara, operaio morto mentre stava cambiando un lucernario in un capannone industriale. Il 22 luglio sciopero generale confederale

Manifestazione lavoratori edili #BastaMortiSulLavoro
Foto: Simona Caleo
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L'uomo aveva 54 anni ed era il titolare di una ditta individuale di infissi. Caduto a terra dopo aver perso l'equilibrio all'interno di una ditta di produzione di macchine per la lavorazione del marmo ad Avenza

Non si ferma la strage sul lavoro. L'ultima vittima in provincia di Carrara. Un operaio di 54 anni, residente a Massa, è deceduto dopo essere caduto da un'altezza di circa 15 metri in un'azienda di Avenza, mentre stava cambiando il lucernario in un capannone.

L'operaio, titolare di una ditta individuale di infissi, questa mattina si era recato nel capannone, al momento non utilizzato per la produzione, per sostituire il lucernario quando ha perso l'equilibrio ed è caduto rovinosamente a terra. L'incidente è avvenuto all'interno di una ditta di produzione di macchine per la lavorazione del marmo. Alle 7.50 è stato dato l'allarme al 118 ma per i sanitari giunti sul posto non è rimasto che constatare il decesso. Per i rilievi sono intervenuti i carabinieri e il personale dell'Asl. 

"L’ennesimo incidente sul lavoro che registriamo oggi è un fatto inaccettabile - scrivono in un comunicato unitario Cgil, Cisl e Uil provinciali -. Il nostro  territorio conosce troppo bene la piaga degli incidenti sul lavoro che sono figli della fragilità economica e sociale. Il lavoro manca, e bisogna che col Codice degli appalti si metta mano per frenare i subappalti al ribasso che sono frequenti. Le partite Iva poi sono figure ancora più deboli perché hanno da sole il peso di stare nei tempi e nei costi del lavoro, in un sistema fortemente caratterizzato da una riduzione dei costi che porta a lavorare a ritmi frenetici. Occorre che le istituzioni e la politica passino dalle parole ai fatti, non si parla solo di lavoro povero ma anche della vita o morte delle persone che lavorano. Nelle scorse settimane abbiamo lanciato una campagna di mobilitazione perché riteniamo necessario e urgente che attraverso un rinnovato atto di responsabilità collettiva Governo, Istituzioni, Conferenza Stato-Regioni, Enti preposti, Parti Sociali (Cgil-Cisl-Uil e Associazioni Datoriali), stipulino un grande patto per la salute e per la sicurezza sul lavoro che deve inserirsi all’interno e in coerenza con un quadro pluriennale determinato dalla strategia nazionale di prevenzione e protezione, assente da sempre nel nostro Paese ma richiesta insistentemente negli anni dalle organizzazioni sindacali, e che deve definire in maniera chiara gli obiettivi, gli interventi, le misure di tutela da porre in essere in coerenza con la strategia quinquennale europea, allineandosi al modello comunitario. Necessario inoltre  rendere pienamente operativi gli organismi nazionali competenti alla Ssl, puntando, inoltre, a concretizzare un coordinamento permanente tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (Inl) e le Aziende Sanitarie Locali (Asl), migliorando le verifiche ispettive in qualità, quantità e frequenza, anche attraverso finanziamenti e assunzioni, sia per quanto riguarda l’Inl sia per i servizi di prevenzione dei servizi sanitari territoriali".

I sindacati hanno proclamato per domani (giovedì 22 luglio ) sciopero generale confederale da tenersi nelle ultime 2 ore di ogni turno di lavoro e hanno organizzato un'iniziativa in sala di rappresentanza in provincia che si terrà alle ore 12.