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Il caso

Biennale, com'è precaria Venezia

Ivana Marrone
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L'esposizione internazionale d'arte da settimane torna ad accogliere visitatori e turisti. Ma molti dei lavoratori della kermesse sono senza contratto, la pandemia ha indebolito ancora di più i loro diritti

Dopo un anno di inattività è ripresa la Biennale di Venezia, appuntamento che attira sempre migliaia di visitatori e di turisti da tutto il mondo.  Per Leonardo Menegotto, segretario Nidil provinciale, si sta tornando pian piano alla normalità. Purtroppo però la normalità per molti lavoratori stagionali significa contratti a termini con poche tutele. "Nei padiglioni internazionali - denuncia Menegotto - i lavoratori non vengono assunti nemmeno con contratti a tempo determinato, ma se va bene gli vengono offerti tirocini o vengono pagati con ritenuta d'acconto". Ugo Agiolli, segretario della Cgil Venezia, si augura che la città lagunare torni ad essere la capitale della cultura: "Aspettando la ripresa ci aspettiamo un turismo di qualità, più attento alla città e al suo ecosistema e che possa coniugare ricchezza e lavoro stabile".