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Un 51enne di origini albanesi è stato trovato morto la notte scorsa in un cantiere edile in via Goito a Padova, dove sono in corso lavori di ristrutturazione a un edificio. L’uomo, titolare di una ditta del Vicentino specializzata in muratura, sarebbe precipitato nel vano ascensore e morto a seguito della caduta. A trovare il corpo sono stati i poliziotti delle volanti della questura di Padova, entrati nella struttura la notte scorsa, dopo l’allarme lanciato dai familiari. L’uomo, infatti, non dava più sue notizie dal primo pomeriggio e il suo furgone era rimasto parcheggiato poco distante dal palazzo con il cassone ancora aperto.
Una volta all’interno, gli agenti hanno fatto squillare il cellulare del 51enne, raggiungendo così il vano ascensore e trovando l’uomo senza vita. Sul posto sono intervenuti il personale del 118 e dei vigili del fuoco, oltre agli agenti della Squadra Mobile padovana e alla polizia Scientifica. Ancora in corso gli accertamenti per chiarire le cause dell’incidente.
Badoer, Cgil Padova: “Basta inerzia dalle istituzioni, servono interventi concreti e immediati”
“Davanti a questa ennesima tragedia – interviene Gianluca Badoer, segretario generale della Cgil di Padova – oltre a porgere le più sincere condoglianze e la massima vicinanza alla famiglia della vittima, non possiamo però esimerci dal denunciare con rabbia l’ennesima vita spezzata in un luogo di lavoro, nonostante nel nostro Paese sia in vigore una legislazione che dovrebbe garantire, proprio sotto il profilo della sicurezza, chi lavora. Eppure, sono 60 anni che in questo Paese continuano a morire mediamente tre lavoratori al giorno. E gli infortuni aumentano. Voglio solo ricordare che dopo l’entrata in vigore della norma che libera gli appalti a cascata, gli infortuni e i morti sul lavoro sono aumentati del 15% a livello generale, percentuale che tra gli autotrasportatori arriva al 19%. È evidente che necessitiamo assolutamente di un cambio di paradigma e di modello produttivo perché questi numeri ci dicono che quello attuale non funziona. E la precarietà nel mondo del lavoro non ha fatto altro che aggiungere precarietà anche alla sicurezza”.
“A Padova, nel 2026, siamo arrivati a quota 19 morti – prosegue il sindacalista della Cgil – e in Veneto siamo a 95 morti, 120 se contiamo quelli in itinere. Sono numeri che mettono i brividi. È inaccettabile assistere quotidianamente a questa strage senza che vi sia una risposta sistemica all’altezza dell’emergenza”.
“Non possiamo continuare a limitarci a piangere ogni volta i caduti sul lavoro – conclude Badoer –. In tema di sicurezza servono interventi concreti. L’inerzia delle istituzioni, a partire dal governo, non è più tollerabile di fronte a questa tragedia quotidiana che lascia sgomente intere comunità e famiglie distrutte dal dolore”.
























