A cinquanta anni esatti da uno degli eventi centrali della storia dei diritti civili e del movimento delle donne in Italia, Palazzo Nardini torna ad aprire i propri cancelli. Il 2 ottobre 2026 l’edificio di via del Governo Vecchio a Roma riapre il suo cortile per una giornata speciale di memoria, partecipazione e dialogo con le nuove generazioni.

L'iniziativa è promossa ed organizzata dalla WoW Foundation (World of Women Foundation Rome ETS), associazione che ha sede proprio all'interno dello storico complesso. Come evidenziato dalla stessa fondazione: “Il 2 ottobre 2026 la WoW Foundation restituisce alla città uno dei luoghi simbolo della storia del femminismo italiano, per una giornata tra memoria, meraviglia e nuove generazioni”.

Un simbolo delle lotte civili

La storia di Palazzo Nardini attraversa più di cinque secoli di trasformazioni civili e sociali. Costruito nella seconda metà del Quattrocento per il cardinale Stefano Nardini, il palazzo è stato a lungo un centro nevralgico della Roma papale, per poi cadere in stato di abbandono intorno agli anni Sessanta del Novecento.

La svolta storica arrivò nei primi anni Settanta. Così la WoW Foundation: “Roma, 2 ottobre 1976: un gruppo di donne si presentò a Palazzo Nardini spacciandosi per una troupe cinematografica. Non giravano un film: occuparono pacificamente il palazzo e lo trasformarono nella Casa Internazionale della Donna, uno dei più significativi esperimenti politici del femminismo italiano”.

Tra quelle mura presero vita battaglie sociali storiche, prime tra tutte quelle per il consultorio e per la legalizzazione dell'aborto approvata nel 1978. 

Una giornata ricca e piena

Attualmente interessato da un restauro conservativo, il cortile di Palazzo Nardini ha accolto una folta serie di appuntamenti culturali. La mattina si è rivolta agli studenti, alla stampa ed alle istituzioni, anche grazie al patrocinio della Fondazione Una Nessuna Centomila. Tra le varie proposte espositive figura la graphic novel “Margherita. Il sogno tra le stanze di Palazzo Nardini”, realizzata con Round Robin Editrice per trasmettere la storia del luogo ai più giovani.

Nel pomeriggio la manifestazione è entrata nel vivo della discussione politica insieme alla redazione giovanile ed alla realtà sociale di Scomodo, con un'assemblea pubblica. “Per noi ritrovarci in un luogo fondamentale per le lotte di ieri significa riaffermare con forza l'importanza vitale degli spazi di aggregazione e di autogestione per la nostra generazione. I percorsi di trasformazione reale, le idee radicali e le risposte ai bisogni sociali non prendono vita dall'alto, ma nascono sempre dal basso, dalla strada, dal fuori”, spiega la fondazione.

In serata, infine, la proiezione del docufilm Le cose in frantumi luccicano, diretto da cinque giovani registe e prodotto da Clipper Media con la Fondazione Renato Armellini. 

Le celebrazioni proseguono nella mattinata del 3 ottobre con una giornata orientata alla riflessione interiore e alla pace. In questa occasione la fondazione propone un momento meditativo dedicato alla figura di Shri Mataji Nirmala Devi (1923-2011), fondatrice del metodo Sahaja Yoga e più volte candidata al premio Nobel per la Pace.