“C’è un filo rosso, inquietante e sempre più evidente, che lega le scelte politiche del governo all’atmosfera pesante che si respira nel Paese. Un clima che mina alla radice le basi del nostro sistema di istruzione pubblica e, con esso, la tenuta stessa dell’assetto democratico”. La denuncia è della Flc Cgil che mette insieme il pestaggio a Milano da parte di Blocco Studentesco e la “visita” della polizia municipale nella sede nazionale dello stesso sindacato della conoscenza della Cgil dopo che era stato appeso lo striscione “Qui nessuno è straniero”.

“Mentre il ceto medio e le lavoratrici e i lavoratori della scuola – continua la nota - sprofondano in una fragilità economica ormai inaccettabile – tra stipendi da fame, precariato cronico e risorse azzerate – la risposta delle istituzioni non è l’investimento, ma la stretta ideologica. Il recente Dl Scuola è solo l’ultimo tassello di una linea che divide, impoverisce e delegittima chi ogni giorno manda avanti l’istruzione di questo Paese. Non si può pretendere di costruire il futuro dell’Italia continuando a sottopagare e umiliare chi quel futuro ha il compito quotidiano di coltivarlo”.

Per il sindacato di categoria “a questa deriva, il mondo della scuola e del lavoro ha risposto con la civiltà e la dignità della Costituzione. Sono migliaia gli istituti scolastici in tutta Italia che hanno esposto alle finestre lo striscione ‘Qui nessuno è straniero’. Un messaggio semplice, umano, democratico. Un messaggio che infastidisce chi preferisce la propaganda al bene comune”.

“I segnali di questo deterioramento culturale e sociale – rimarca la Flc Cgil - si moltiplicano con gravità e rapidità: proprio ieri, a Milano, l’inaccettabile e vile aggressione ai danni di uno studente, picchiato da un branco di 12 attivisti del Blocco Studentesco”.

Si tratta di un “episodio che denota una deriva di intolleranza e violenza che non può essere derubricata a bravata, mentre a Roma, due giorni fa, l’intervento della Polizia Municipale presso la sede nazionale della Flc Cgil a Trastevere, scattato a seguito di una ‘segnalazione’ per la presenza dello stesso striscione esposto dalle scuole”.

Un controllo che ovviamente si è risolto nel nulla  poiché “l'affissione è assolutamente in piena regola, ma che resta una spia chiarissima del clima di sospetto e controllo che si vuole instaurare”.


Commenta la segretaria generale Gianna Fracassi: “Se qualcuno pensa di intimidire la scuola pubblica, la ricerca, l'università, le accademie e i conservatori e chi li rappresenta, ha fatto male i suoi calcoli. Scuola, università e ricerca e Afam sono il cuore pulsante di qualsiasi prospettiva di sviluppo e democrazia”.

"Quando si definanzia l'istruzione e si soffoca la libertà di espressione non si sta solo tagliando un bilancio. Si sta smantellando la democrazia”, conclude la sindacalista.