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Venezia

La desolazione tra i canali e le calli

Le immagini di una città che, dopo un lungo inverno, attende di ripartire. I luoghi più suggestivi di un patrimonio culturale unico al mondo (A CURA DI MARCO VESCO)

Marzo 2020, l’inizio del contagio, le prime vittime, la storia che ormai  tutti conosciamo. L’impatto su Venezia, città che vive totalmente di turismo con circa 25 milioni di visitatori annui, è devastante e come in altre città d’arte, causa l’azzeramento degli arrivi in pochi giorni. Lo stop del turismo impatta anche sui circa 6000 lavoratori dell’aeroporto, che passa in poche settimane da 140 arrivi internazionali a circa 20 al giorno, sui Musei Civici Veneziani (400 dipendenti), il Casinò (800 dipendenti) oltre l’indotto del turismo balneare lungo i litorali prossimi  alla città (Jesolo, Caorle, Lido di Venezia), con circa 20.000 lavoratori stagionali a cui non verrà rinnovato il contratto per la stagione estiva. Le gondole restano legate tristemente agli ormeggi, in attesa di turisti.

Foto: Marco Vesco

 A oltre un anno di distanza la città oggi appare spettrale, quasi completamente deserta, una sorta di stupendo parco giochi senza clienti, chiuso di colpo, con lavoratori e lavoratrici, ancora storditi e increduli, senza alcuna occupazione, senza alcuna responsabilità. I vaporetti percorrono i canali, mezzi vuoti, mentre tra le calli deserte molte serrande dei negozi restano abbassate, accumulando bollette indirizzate a proprietari che forse non ci sono più.

Foto: Marco Vesco

Potrà sembrare bella e affascinante tutta questa pace, questa quiete, l’acqua pulita, il silenzio.  In realtà si tratta di una tranquillità velenosa, che rischia di deteriorare il patrimonio storico custodito nella città, una città che deve ripartire dalla dalla riapertura dei suoi centri culturali, dal suo commercio e dall'economia legata in particolare al turismo.

L'attesa di una nuova stagione diviene un desiderio logorante. 

Foto: Marco Vesco