Cinquanta anni e non sentirli. Era il 1976 quando l’organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) pubblicò le linee guida su come regolamentare l’attività delle multinazionali. Per la prima volta, in un documento dei Paesi maggiormente industrializzati era scritto nero su bianco che i grandi gruppi non potevano calpestare impunemente i diritti dei lavoratori e che i governi dovevano attivarsi per sorvegliarne l’operato.

Le linee guida Ocse oggi costituiscono uno degli strumenti internazionali più autorevoli in materia di condotta responsabile delle imprese, mettendo al centro la tutela dei diritti umani e del lavoro, la prevenzione della corruzione, la difesa dell’ambiente e il dovere di diligenza (due diligence) per prevenire impatti negativi sulla società e sull’ecosistema.

Sindacati e società civile possono rivolgersi a un punto di contatto (Pcn), istituito presso un organo pubblico, per denunciare le multinazionali che violano i diritti umani e dell’ambiente sul territorio nazionale o all’estero lungo la propria catena del valore.

I Pcn devono dare seguito alle accuse, convocando le aziende alla presenza delle organizzazioni dei lavoratori e delle Ong e offrendo la propria mediazione. Il ruolo del sindacato è cruciale per garantire l’efficacia delle linee guida sia presentando le denunce sia partecipando ai comitati consultivi dei Punti di contatto.

La Cgil, che ha fatto parte della delegazione del sindacato internazionale, ha svolto un ruolo attivo, intervenendo al convegno dedicato ai Pcn e indicando il nome di una docente universitaria, Fausta Guarriello, per uno degli interventi di parte sindacale. Come Cgil, d’intesa con il Tuac (il Comitato consultivo delle organizzazioni dei lavoratori presso l’Ocse), abbiamo segnalato i due maggiori punti deboli delle linee guida. Il primo è la loro natura volontaria: se una multinazionale intende ignorare le denunce presentate nei loro confronti, i Pcn possono fare molto poco.

L’anno scorso, solo un quarto delle mediazioni offerte dai Pcn si è concluso con un accordo fra l’azienda e chi denunciava. Vi è poi lo scoglio dello scarso impegno dimostrato da molti governi e imprese sul rispetto delle linee guida, tanto che l’ultimo rapporto Ocse sottolinea la forte differenza fra gli impegni formali e la loro effettiva attuazione. Il futuro delle linee guida Ocse dipende dalla soluzione di questi due problemi.