È stato il momento dell'opposizione sul palco della Cgil a Rimini. I principali esponenti dei partiti hanno dialogato con Maurizio Landini, in un confronto vero che ha toccato i principali nodi del dibattito politico e sociale. Ha moderato l'incontro la giornalista Lucia Annunziata.

Ha aperto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: "In un momento in cui cambia tutto, in cui c'è una crisi di rappresentanza tra cittadini e politica, la domanda di fondo è: vogliamo tornare a dare voce a una rappresentanza del mondo del lavoro e quali riforme strutturali si vogliono fare per andare in questa direzione?. I temi sono molti: salari poveri, precarietà, un sistema fiscale che non regge, un'evasione enorme, una politica industriale da rimettere in piedi. All'opposizione chiediamo: cosa vuole fare? È in grado di misurarsi in questa direzione e che rapporto vuole con le forze sindacali?". Poi ha ricordato: "Chi è qui rappresenta forze politiche importanti ma che hanno perso le elezioni, chi non ha votato ha pensato che anche voi non dovevate prendere voti".

Elly Schlein: "È una fase preoccupante. Alle elezioni che ci hanno visto sconfitti c'è stato un altissimo tasso di astensione, la maggior parte di chi non ha votato appartiene alle fasce di reddito più basse. Se non facciamo qualcosa, c’è il rischio che questa marginalizzazione diventi permanente. Credo che come opposizione ci siamo battaglie che possiamo fare insieme in Parlamento. La prima manovra di questo governo colpisce i poveri, resi sempre più poveri dall’inflazione su cui l’esecutivo non ha fatto nulla. Altre grandi battaglie comuni sono per la scuola e per la sanità pubblica, per cui servono investimenti consistenti. Sul lavoro le lotte devono cominciare da quanto fatto in Spagna da Yolanda Diaz: ridurre i contratti a termine. Poi serve una legge sulla rappresentanza sindacale per spazzare via i contratti pirata e una soglia stabilita dal salario minimo".

MATTEO OI

Nicola Fratoianni: "Vediamo di aver imparato la lezione: basta suicidi politici. La destra ci pensa da sola a fare danni, cerchiamo di non aggiungerli noi. Il fenomeno dell'astensione va guardato socialmente, si astengono i più poveri e deboli. Ma c'è anche la questione della politica che non serve a cambiare la condizione materiale, c'è questa idea, e allora perché ci dovrebbero votare? La destra fa la guerra ai poveri, ma c'è una parte della società italiana con l'impressione che anche altri fanno scelte di destra. Serve un grande patto col Paese e con i lavoratori e lavoratici. Qui stiamo costruendo importanti convergenze. Per la sinistra non bastano piazze e simboli, come Cutro, però anche i simboli sono importanti perché negli ultimi anni sono mancati. Ingaggiamo una battaglia sociale nel Paese".

Giuseppe Conte: "Di fronte al governo che dal primo giorno ha annunciato ambiziosamente e velleitariamente una cornice politica neoconservatrice, il compito dell'opposizione è ancorare la propria azione ai principi costituzionali: una vera e propria bussola per orientare il dialogo tra di noi. Come terreno comune dell'opposizione serve un patto sull’istruzione, un patto sulla sanità, un patto per ridisegnare il mercato del lavoro e produttività e un patto per contrastare le diseguaglianze. Il tutto in una visione integralmente ecologica. Sul tema del mercato del lavoro, inoltre, è necessario introdurre il salario minimo legale e fare una battaglia per la riduzione dell’orario. A tal proposito, in sintonia a quanto sta facendo la Cgil, abbiamo presentato un progetto".

Carlo Calenda: "Potrei governare con loro? No, perché la pensiamo diversamente su molti temi. Come la politica estera: io credo che bisogna sostenere la resistenza ucraina fino ad arrivare alla sconfitta militare della Russia. Poi il lavoro. Il Jobs Act ha creato un milione e duecentomila occupati in più. Dire che non ci vogliono rigassificatori significa chiudere il polo peltrolchimico in Sardegna, questo è un problema, servono undici rigassificatori in Italia. Detto ciò, come opposizione è nostro dovere trovare terreni comuni: uno di questi è l'emergenza sanitaria, con un settore allo stremo e quattro milioni di persone che non si curano più. Se vogliamo fare una campagna insieme, chiediamo alla Meloni di mettere grandi risorse sulla sanità, questo sono pronto a farlo subito":