“Scioperiamo perché anche nelle Marche la situazione occupazionale è diventata sempre più grave: cresce il lavoro precario, il lavoro povero e diminuisce quello a tempo indeterminato, soprattutto nei settori industriali, che riesce a garantire un reddito più alto. Scioperiamo perché la condizioni di lavoratori e pensionati nell’ultimo anno sono peggiorate, con un aumento della cassa integrazione e del costo della vita, del carovita che sta appesantendo la vita delle famiglie. Scioperiamo per un tema molto sentito anche nella nostra regione, quello della casa, anche nelle città universitarie dove molte famiglie non riescono più a mantenere i figli che studiano”. Giuseppe Santarelli, segretario generale della Cgil Marche, e le ragioni dello sciopero generale del 20 novembre.