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11 gennaio

Crisi, tra pandemia e politica

Roberta Lisi
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Guida sintetica alla lettura dei principali quotidiani italiani. Con uno sguardo particolare riservato al lavoro e al sindacato

Prime pagine

Il Sole 24 ore del lunedì ha una prima pagina composita, foto notizia dedicata alle automobili, dagli incentivi per l’acquisto alle proroghe per patenti e bollo. Seguono due richiami, uno dedicato alle pensioni, l’altro alle novità della manovra. Il Corriere della Sera dedica l’apertura alla “Linea dura contro la movida”, mentre il taglio centrale è dedicato alla politica: “Prima i fondi europei. Mossa anticrisi del Pd”. Anche La Repubblica apre sul virus, con una scelta diversa rispetto al quotidiano di via Solferino: “Basta con la scuola on line, fateci tornare in classe”. In sommario si occupa del fisco e del piano per dilazionare i 50 milioni di cartelle in arrivo. Scelta differente per il Messaggero, La Stampa e il Fatto Quotidiano che optano per la politica: “Il Conte ter sblocca la crisi” è il titolo d’apertura del quotidiano romano, mentre quello torinese recita: “Il Colle: Stop alla crisi, prima il Recovery”, infine quello diretto da Travaglio: “Renzi incartato, anche oggi ritira le sue ministre domani”.

Editoriali e commenti            

Due i capitoli per raccontare le conversazioni pubblicate dai quotidiani di oggi: la crisi di governo e la pandemia. Nel primo si annoverano quella a Goffredo Bettini, su il Corriere della Sera, che ritiene garanzia per la stabilità l’entrata nel governo dei leader di partito: “In queste ore Conte ha ribadito la sua volontà unitaria. Si sono compiuti passi in avanti decisivi sul Recovery Plan. Approvando questo provvedimento importantissimo per la vita degli italiani si tratta di stabilire un accordo solenne, vincolante e chiaro circa le priorità di un programma di fine legislatura”. Per il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli intervistato da La Stampa, se cade Conte si va al voto ma il Recovery Plan è migliorato e il Governo: “Ha stanziato 120 miliardi in deficit, siamo il primo Paese dell’Unione per vaccini somministrati in percentuale sugli abitanti, abbiamo evitato il disastro dell’Ilva e di Alitalia, risolto il 30% delle crisi aziendali, riattivato misure per l’innovazione delle imprese”. Sul Corriere della Sera sembra rispondere il deputato di Italia Viva Luigi Marattin che afferma siano troppi i dossier in stallo totale: “è l’azione di politica economica che sembra arrancare. Su dossier come riforma fiscale, Alitalia, Autostrade, riforma ammortizzatori sociali, post Quota 100 c’è stallo completo. Molti altri a cominciare dal Mes sono fermi per bugie ideologiche non degne di un governo di una potenza industriale”.  Nel secondo capitolo, quello che si occupa di pandemia, da segnalare la conversazione con Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas a pag. 5 del Corriere della Sera che sottolinea la necessità di maggiori finanziamenti per la ricerca per vincere la corsa contro il tempo su Covid 19. Mentre dalle colonne de La Stampa la presidente della Società Italiana di Terapia Intensiva Flavia Petrini sottolinea la necessità di avere più vaccini altrimenti sarà difficile finire la campgna vaccinale entro l’anno. Per questo è necessario mantenere tutte le misure di restrizione per rallentare la diffusione del virus.
Infine due segnalazioni: a pag.19 de La Repubblica Lucio Caracciolo, direttore di Limes, annuncia per aprile la nascita di una Scuola di geopolitica “per conoscere il nostro posto nel mondo”. E sempre su il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, Massimo Cacciari sostiene che “È scandaloso che sia Twitter a decidere chi può parlare e chi no”.

Editoriali e commenti

“La congiura dei deboli” è il titolo della riflessione di Ezio Mauro pubblicata a pag. 25 de La Repubblica. E i deboli sono il Governo, il premier Conte e soprattutto la maggioranza. “La vera lettura della crisi è questa – afferma l’ex direttore – un’insufficienza politica che indica un ritardo complessivo del sistema, ma che per un’alleanza di governo è una colpa. Tanto più in un momento in cui l’altra parte del Paese, cioè la destra sovranista, si trova senza il modello trumpiano, finito prigioniero degli spettri del caos che ha evocato per 4 anni…..Quando la destra è questa, e arriva a questo punto, solo la cecità spinge a creare il vuoto politico, invece di organizzare con urgenza un capo di modello riformismo, per un governo democratico, costituzionale, europeo: dimostrando ai cittadini che esiste un’alternativa all’invasione dei vichinghi con le corna in parlamento”. E se Mauro sottolinea le debolezze della politica, sullo stesso giornale Ilvo Diamanti illustra i risultati di una recente indagine: il 60% dei cittadini ritiene che deputati e senatori, e non solo i leader che guidano il Paese, debbano avere un ruolo forte. In sostanza “Con la pandemia torna la voglia di Parlamento”.
Su ciò che è accaduto in Usa e sulla destra italiana riflette Massimo Giannini direttore de La Stampa: “L’insurrezione di Capitol Hill ci riguarda. Trump ci riguarda. Il populismo ci riguarda”. La riflessione è una sorta di dialogo a distanza con Giorgia Meloni sulla natura della destra italiana. E ancora di quanto accaduto il 6 gennaio in Usa, parla Federico Rampini su La Repubblica dando conto di indagini aperte in vari dipartimenti di polizia sulla presenza di poliziotti tra i militanti che hanno assaltato il Parlamento statunitense.
Di geo politica legata ai vaccini contro la pandemia parla Federico Fubini a pag.4 del Corriere della Sera: “Venerdì Ursula von der Leyen ha fatto sapere che l’Unione Europea ha prenotato altri 300 milioni di dosi di vaccino Pfizer-BionTec, raddoppiando la fornitura da parte della join-venture tra la multinazionale americana e l’azienda tedesca. Mancava solo un dettaglio all’annuncio della presidente della Commissione: a chi saranno sottratte? Non è una domanda provocatoria. È la questione dietro la quale si sta dipanando una diplomazia sotterranea dei vaccini, che vede ancora una volta i governi occidentali ciechi e distratti di fronte all’ampliarsi della ripresa cinese sui paesi emergenti o in via di sviluppo”.
Delle mancanze del Recovery Plan, di una in particolare, parla Mario Giro su Domani, è l’assenza sono gli anziani: “Le uniche citazioni legate al tema sono legate alla sanità: il solito errore esiziale di legare l’assistenza alla sanità”.
Infine da leggere lo scritto del quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda che racconta la volontà del Quirinale di mettere in sicurezza il Paese e chiudere subito sui fondi europei: “Mattarella cercherà di far prevalere lo spirito dei costruttori.  A costo di allargare la fisarmonica dei poteri, come toccò ad altri presidenti”.

Economia lavoro e sindacato

I lavoratori della Ex Embraco scrivono al commissario europeo all’economia Gentiloni: “Se entro gennaio l’Europa non garantisce il prestito di 12 milioni uno dei due patner che dovrebbero dar vita a ItalComp, Wanbao-Acc di Belluno, rischia di andare gambe all’aria e a quel punto la nascita del nuovo soggetto rischierebbe di fare la stessa sorte”. Ne scrive Ottavia Giustetti  su La Repubblica Torino.

La pandemia e come arginarla, occupa le pagine di cronaca e di economia e lavoro dei giornali. È allo studio un nuovo Decreto che organizzerà la vita e le attività dal 16 gennaio in poi. Secondo La Repubblica, ne scrive Giuliano Foschini a pag. 4, (ne trattano anche gli altri quotidiani) sarebbe in arrivo una nuova stretta, quella per i prossimi 100 giorni, Sarebbero confermati i divieti di spostamento, la chiusura dei bar anche per l’asporto alle 18, ma ci sarebbe uno spiraglio per i musei. I vaccini, poi, che mancano e che secondo il commissario Arcuri sono in arrivo: “Vaccini più dosi subito” di Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera, “Scontro Regioni-Arcuri, ma fiale in arrivo” di Alessandra Ziniti su La Repubblica, “Fondi Eu per il vaccino italiano” di Rosario Dimito su Il Messaggero.
Sulla scuola merita di esser letto quanto scrivono a pag. 28 del Corriere della Sera Gianna Fragonara e Orsola Riva: “Sei settimane, tanto è durato l’anno scolastico in presenza dei ragazzi delle superiori, rientrati a scuola a metà settembre e rispediti a casa a fine ottobre, quando la curva del virus ha iniziato a rialzarsi. Senza che a difenderli si levasse alcuna voce, salvo quella della ministra Azzolina, rimasta inascoltata per colpa dei troppi errori comessi…….quel che è mancato fin dal principio è stata una presa in carico della scuola da parte del governo ai suoi massimi livelli”.
Ferruccio De Bortoli su L’Economia del Corriere della Sera, pubblica una riflessione sui Navigator come emblema del fallimento del Reddito di Cittadinanza e della politica dei Bonus, benchè l’autore sottolinei l’importanza dello strumento per contrastare la povertà crescente a causa della pandemia.

In apertura di Collettiva puntata pugliese del viaggio tra le Regioni della Cgil cominciato un paio di settimane

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