La settimana Collettiva, sette notizie in cinque minuti. Ogni settimana una nuova puntata. Uno sguardo giornalistico per capire cosa sta succedendo e perché ci riguarda.

(montaggio a cura di Ivana Marrone)

Si parte dai 120 anni della Cgil, celebrati a Milano, la città dove nel 1906 nacque la Confederazione.

Due giornate per parlare di storia, memoria ma soprattutto al presente e al futuro. Alla cerimonia al Teatro alla Scala era presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel suo intervento Maurizio Landini ha parlato di responsabilità e coraggio: la responsabilità di non rinunciare alla trasformazione della società e il coraggio di continuare a battersi contro disuguaglianze, precarietà e ingiustizie.

Un anniversario, dunque, che non guarda soltanto al passato, ma alle sfide che il lavoro ha davanti.

E proprio di lavoro e battaglie, questa settimana arriva una storia da Pisa

Alla Biancoforno è il momento della mobilitazione. I lavoratori hanno scioperato e sono scesi in strada per chiedere dignità, diritti e il reintegro di un lavoratore e di una lavoratrice

Una vertenza che racconta ancora una volta quanto i diritti conquistati nei luoghi di lavoro vadano difesi giorno dopo giorno. La protesta ha portato lavoratrici e lavoratori davanti all’azienda, insieme al sindacato, per chiedere risposte e il rispetto dei loro diritti.

Dalla singola realtà allarghiamo lo sguardo all’Europa.

La Confederazione europea dei sindacati chiede alla Commissione un vero Quality Jobs Act, una legislazione europea che metta al centro la qualità dell’occupazione.

L’obiettivo è intervenire su salari, condizioni di lavoro, contrattazione collettiva e sicurezza, contrastando precarietà e dumping sociale. Per la Ces la transizione economica e industriale dell’Europa non può essere costruita sulla competizione al ribasso sul lavoro: servono regole comuni che garantiscano occupazione di qualità.

E parlando di qualità del lavoro, il tema delle disuguaglianze porta direttamente al lavoro delle donne.

Nello specifico delle giornaliste. Sono sempre di più nel mondo dell’informazione, ma la presenza femminile non si traduce ancora in una reale parità: restano differenze salariali, ostacoli nella carriera e una presenza più ridotta nei ruoli di vertice.

Una professione nella quale le donne hanno fatto molta strada, ma nella quale il soffitto di cristallo continua a essere presente. E il giornalismo diventa così anche uno specchio delle disuguaglianze che attraversano il mercato del lavoro.

Dalle disuguaglianze nel lavoro a quelle che riguardano chi si trova in carcere.

La Cgil torna a porre il tema dei diritti dentro le carceri, in un sistema segnato da sovraffollamento, condizioni strutturali difficili e carenza di personale.

Il carcere non può essere una zona franca rispetto ai diritti. La Costituzione stabilisce che la pena deve tendere alla rieducazione e al reinserimento sociale: per questo dignità, salute, lavoro e condizioni di detenzione devono essere garantiti anche a chi sta scontando una pena.

E proprio la Costituzione torna al centro nella prossima notizia, questa volta dentro le scuole.

La Flc Cgil denuncia la rimozione di alcuni striscioni esposti in una scuola e parla di un attacco all’autonomia delle istituzioni scolastiche e ai valori costituzionali.

La vicenda riporta al centro una questione più ampia: la scuola è anche e soprattutto uno spazio di partecipazione, confronto e formazione della cittadinanza. E per il sindacato un clima di censura rischia di colpire proprio questa funzione democratica.

Dalla libertà di espressione arriviamo infine a un altro diritto fondamentale: quello alla salute e all’autodeterminazione delle donne.

In occasione della giornata per l’aborto libero e sicuro La Cgil torna a chiedere che la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza venga garantita concretamente, e non soltanto difesa sulla carta.

A quasi cinquant’anni dalla sua approvazione, il problema resta infatti quello dell’accesso effettivo: consultori, personale, servizi e possibilità di ricorrere all’IVG devono essere realmente disponibili in tutto il territorio nazionale.

La legge non può essere soltanto un principio: un diritto esiste davvero quando una donna può esercitarlo senza incontrare ostacoli legati al luogo in cui vive, alla disponibilità dei servizi o alle condizioni economiche.

Queste erano le sette notizie della settimana.
Sette storie per provare a capire cosa succede nel mondo del lavoro, nella politica e nella società. È La settimana collettiva. Noi ci sentiamo la prossima.