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Rai Pubblicità, firmato l'accordo nazionale sullo smartworking

Epiqa tv, al galoppo con la doppia entrata 
Foto: foto glenn carstens / unsplash
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L'accordo prevede la possibilità di lavoro agile per una platea che, nella prima fase di sperimentazione, interesserà almeno il 20% dei dipendenti

Il 18 febbraio è stata firmata l'ipotesi di accordo per lo SmartWorking fra Rai Pubblicità (la concessionaria di pubblicità del Gruppo Rai) e le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil. L’accordo prevede la possibilità di lavoro agile per una platea che, nella prima fase di sperimentazione, interesserà almeno il 20% dei dipendenti di Rai Pubblicità, per poi allargarsi in una fase successiva a buona parte dell'intera popolazione aziendale.

L'adesione individuale del dipendente è a un giorno a settimana in modalità smartworking, con la messa a disposizione da parte dell'azienda di tutto il materiale tecnico e informatico necessario per il lavoro da remoto. Si prevede inoltre il diritto alla disconnessione per il dipendente, inteso sia come assenza di obbligo alla reperibilità fuori dalla fascia oraria prevista per la prestazione, sia come rispetto integrale degli orari di lavoro contrattualmente previsti. Il dipendente in smartworking avrà inoltre diritto al buono pasto e potrà esercitare la propria attività da casa, o, in alternativa, da qualsiasi altro luogo idoneo al suo esercizio.

Nell'accordo sono inoltre richiamate tutte le garanzie in tema di salute e sicurezza del lavoro e quelle previste da legge 300 in tema di diritti sindacali e assenza di controllo a distanza. I sindacati “valutano con soddisfazione l'accordo raggiunto, non soltanto perché si riscontrano positivi avanzamenti in tema di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori che saranno coinvolti, ma anche perché lo smartworking, ora e in modo più marcato nel prossimo futuro, può rappresentare una risposta efficace ai grandi cambiamenti che stanno investendo il mondo del lavoro. Per queste ragioni – concludono –, in attesa del giudizio delle lavoratrici e dei lavoratori che saranno chiamati a votare questa ipotesi di accordo, le tre segreterie nazionali si adopereranno affinché questo accordo possa essere replicato in altre aziende del settore dell’emittenza pubblica e privata”.