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Industria Italiana Autobus a un bivio

Futuro sempre incerto per Industria italiana autobus
Foto: foto da account Twitter Fiom Nazionale
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Fiato sospeso per i lavoratori di Flumeri (Avellino) e Bologna. Il 31 dicembre scade la cassa integrazione, e non è stata ancora richiesta quella dell'anno prossimo. Intanto si perdono commesse. Presidio dei lavoratori a Roma

Per Industria Italiana Autobus è il giorno della verità. Il tempo di una soluzione per gli stabilimenti di Flumeri (Avellino) e Bologna, infatti, è quasi scaduto. Oggi, martedì 11 settembre, è prevista l’assemblea dei soci. I lavoratori sperano nella ricapitalizzazione e nel piano di rilancio del polo nazionale autobus, ma i rischi restano alti. Un presidio di lavoratori e sindacato è sotto la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, dove è atteso anche il ministro Luigi Di Maio.

Ad essere in pericolo è il futuro dei 290 dipendenti di Fiumeri (Avellino) e dei 154 di Bologna. Le Ferrovie dello Stato hanno manifestato interesse al progetto, ma finora nulla si è concretizzato. , tre la proprietà non ha ancora chiesto la cassa integrazione per l'anno prossimo. Quella in atto scadrà il 31 dicembre.

Nel frattempo si perdono le commesse: come quella della Regione Campania, a cui non sono stati consegnati 47 autobus per l'impossibilità di rispettare i tempi previsti. Episodio grave che ha aumentato la preoccupazione.

Una situazione complessa, l’ha definita segretario nazionale della Fiom, Michele De Palma, in una conferenza stampa congiunta con Fim e Uilm lo scorso 5 dicembre: "E’ una bomba a orologeria – ha detto – a dicembre rischia di scoppiare senza un intervento del governo. Dopo molti tavoli al ministero, adesso c'è un blackout informativo totale. Più volte abbiamo chiesto di convocare il confronto, vogliamo essere chiari: se ciò non avverrà faremo una mobilitazione". “Il dicastero ci convochi e dica a che punto è la ricapitalizzazione, se viene confermato e come si configura l'impegno di Ferrovie".

Il complesso mosaico che dovrebbe aprire la nuova fase di Industria Italiana Autobus resta un rebus. Invitalia e Leonardo (ex Finmeccanica) sono le uniche certezze. La nuova maggioranza del capitale sociale dovrebbe essere pubblica, ma anche in questo caso mancano le necessarie conferme. A partire dal ruolo di Ferrovie dello Stato non ancora chiaro, anche se più di un’indiscrezione sembra confermare il disinteresse ad investire attraverso la controllata Busitalia. L'impegno di Ferrovie, tra l'altro, è stato annunciato dallo stesso ministero prima sui social e poi ai sindacati.