Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

1911-1982: la Spoon River dei dirigenti sindacali uccisi

1911-1982: la Spoon River dei dirigenti sindacali uccisi
Foto: Andrea Raia e Filippo Intili, sindacalisti uccisi dalla mafia
Ilaria Romeo
  • a
  • a
  • a

Il 13 febbraio 1947 vengono assassinati Nunzio Sansone e Leonardo Salvia, impegnati nel movimento per la riforma agraria. Due omicidi efferati che si aggiungono alla lunga sequela di morti nelle file delle organizzazioni contadine per mano di Cosa Nostra

Il 13 febbraio 1947 la mafia uccide a Villabate, in provincia di Palermo, Nunzio Sansone, militante comunista impegnato nella lotta per la riforma agraria, fondatore e segretario della locale Camera del lavoro. Lo stesso giorno a Partinico, sempre in provincia di Palermo, viene ucciso Leonardo Salvia, anch’egli in prima fila nelle lotte per la distribuzione delle terre. Due omicidi efferati – due fra i tanti – che vanno ad aggiungersi all’ampio corollario di morti nell’ambito del movimento operaio e contadino per mano della criminalità organizzata.

Nel secondo dopoguerra, gli atti terroristici contro il movimento contadino e i suoi dirigenti cominciano il 16 settembre del 1944, con l’attentato a Girolamo Li Causi, segretario regionale del Pci, durante un comizio a Villalba, feudo di don Calò Vizzini, proseguendo negli anni seguenti con gli assalti alle Camere del lavoro, le intimidazioni e i pestaggi dei suoi dirigenti e con i primi omicidi.

L’elenco dei sindacalisti uccisi dalla mafia a cavallo tra il 1944 e il 1948 è davvero molto lungo. Lo riproduciamo – forzatamente incompleto – a seguire, allargando la forbice cronologica dall’inizio del secolo scorso agli anni ottanta, partendo da Lorenzo Panepinto, insegnate, figura emblematica del sindacalismo contadino in Sicilia, assassinato a Santo Stefano di Quisquinia (Agrigento) davanti casa propria il 16 maggio 1911, per arrivare a Pio La Torre, prima dirigente della Cgil siciliana (di cui nel 1959 diviene il segretario regionale), poi esponente di primo piano del Pci dell’isola e a livello nazionale, ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982.

Perché “fare memoria è un dovere – come diceva don Ciotti – che sentiamo di dover rendere a quanti sono stati uccisi per mano delle mafie, un impegno verso i familiari delle vittime, verso la società tutta, ma prima ancora verso le nostre coscienze di cittadini, di laici e di cristiani, di uomini e donne che vivono il proprio tempo senza rassegnazione”.

1911-1982: l’elenco dei sindacalisti uccisi dalla mafia

Lorenzo Panepinto, 16/05/1911. Insegnate, figura emblematica del sindacalismo contadino in Sicilia, assassinato a Santo Stefano di Quisquinia (Ag) davanti casa propria.

Bernardino Verro, 03/11/1915. Sindaco di Corleone (Pa), uno dei principali organizzatori del movimento contadino zonale.

Giovanni Zagara, 29/01/1919 Dirigente del movimento contadino e assessore comunale a Corleone (Pa).

Giuseppe Rumore, 22/09/1919. Sindacalista e organizzatore, insieme a Nicolò Alongi, dell’occupazione dei latifondi di Prizzi (Pa) da parte dei contadini.

Giuseppe Monticciolo, 27/10/1919. Presidente socialista della Lega per il miglioramento agricolo di Trapani.

Alfonso Canzio, 27/12/1919. Fondatore della locale Lega di miglioramento dei contadini di Barrafranca (En).

Nicolò Alongi, 29/02/1920. Dirigente del movimento contadino prizzese dai Fasci siciliani al biennio rosso.

Paolo Mirmina, 03/10/1920. Sindacalista molto attivo nell’ambito delle lotte dei contadini siciliani per la terra, assassinato dai sicari di Cosa Nostra a Noto (Sr).

Giovanni Orcel, 14/10/1920. Dirigente sindacale, segretario dei metalmeccanici di Palermo e figura politica di spicco, viene ucciso a Palermo da un sicario di Sisì Gristina, boss della mafia prizzese.

Vito Stassi, 28/04/1921. Dirigente socialista e presidente della Lega dei contadini di Piana dei Greci (Pa).

Antonio Scuderi, 16/02/1922. Consigliere comunale socialista e segretario della Società agricola cooperativa di Dattilo-Paceco (Tp).

Sebastiano Bonfiglio, 10/06/1922. Sindacalista e politico socialista, sindaco di Erice, allora Monte San Giuliano (Tp) per quasi due anni fino al suo omicidio.

Antonio Ciolino, 30/04/1924. Dirigente delle lotte contadine, ucciso dalla mafia di Piana dei Greci (oggi Piana degli Albanesi, Pa).

Andrea Raia, 05/08/1944. A Casteldaccia (Pa) si oppose alla mafia in nome dei diritti dei contadini.

Nunzio Passafiume, 07/06/1945. Sindacalista siciliano, impegnato nelle lotte di occupazione delle terre contro il potere mafioso.

Agostino D’Alessandro, 11/09/1945. Segretario della Camera del lavoro di Ficarazzi (Pa).

Giuseppe Scalia, 25/11/1945. Segretario della Camera del lavoro di Cattolica Eraclea (Ag).

Giuseppe Puntarello, 04/12/1945. Dirigente della Camera del lavoro di Ventimiglia di Sicilia (Pa).

Gaetano Guarino, 16/05/1946. Sindaco socialista di Favara (Ag), fondatore una cooperativa agricola.

Pino Camilleri, 28/06/1946. Sindaco socialista di Naro (Ag), organizzatore delle lotte contadine.

Girolamo Scaccia e Giovanni Castiglione, 22/09/1946. Contadini, restano uccisi ad Alia (Pa) a seguito di un attentato alla Camera del lavoro.

Giovanni Severino, 25/11/1946. Segretario della Camera del lavoro di Jappolo Giancaxio (Ag).

Filippo Forno, 29/11/1946. Contadino e sindacalista di Comitini (Ag).

Nicolò Azoti, 23/12/1946. Segretario della Camera del lavoro di Baucina (Pa).

Accursio Miraglia, 04/01/1947. Segretario della Camera del lavoro di Sciacca (Ag).

Pietro Macchiarella, 17/01/1947. Militante del Partito comunista, impegnato nelle lotte contadine.

Nunzio Sansone, 13/02/1947. Militante comunista, impegnato nella lotta per la riforma agraria, ucciso il 13 febbraio 1947 a Villabate, in provincia di Palermo. Lo stesso giorno a Partinico (Pa) viene ucciso Leonardo Salvia, anch’egli impegnato nelle lotte contadine.

Michelangelo Salvia, 09/05/1947. Dirigente della Camera del lavoro di Partinico (Pa).

Giuseppe Casarrubea, 22/06/1947. Militante sindacale, ucciso assieme a Vincenzo Lojacono nell’attacco alla sede della Camera del lavoro di Partinico, sede anche del Partito comunista italiano, sezione “Antonio Gramsci”.

Giuseppe Maniaci, 25/10/1947. Segretario della Confederterra di Terrasini (Pa).

Vito Pipitone, 08/11/1947. Dirigente delle cooperative dei contadini riunite nella Confederterra di Marsala (Tp).

Epifanio Li Puma, 02/03/1948. Dirigente del movimento contadino per l’occupazione delle terre incolte.

Placido Rizzotto, 10/03/1948. Segretario della Camera del lavoro di Corleone (Pa).

Calogero Cangelosi, 01/04/1948. Segretario della Camera del lavoro di Camporeale (Pa).

Donato Leuzzi, 28/01/1950. Segretario Camera del lavoro di Salice Salentino (Lecce).

Filippo Intili, 07/08/1952. Dirigente della Camera del lavoro di Caccamo (Pa), contadino.

Salvatore Carnevale, 16/05/1955. Bracciante e sindacalista socialista di Sciara (Pa).

Giuseppe Spagnolo, 13/08/1955. Segretario della Camera del lavoro di Cattolica Eraclea (Ag).

Vincenzo Di Salvo, 18/03/1958. Dirigente sindacale, alla guida degli edili.

Paolo Bongiorno, 27/09/1960. Segretario della Camera del lavoro di Lucca Sicula (Ag).

Giuseppe Marchesi, 18/02/1962. Bigliettaio in un’azienda di trasporti ad Alcamo (Tp), sindacalista.

Carmelo Battaglia, 24/03/1966. Dirigente sindacale e assessore al Patrimonio nella giunta di sinistra del Comune di Tusa (Me).

Agostino Aiello, 24/12/1976. Segretario negli anni cinquanta della Camera del lavoro di Bagheria (Pa).

Antonio Esposito Ferraioli, 30/08/1978. Sindacalista, cuoco alla Fatme di Pagani (Salerno).

Pio La Torre, 30/04/1982. Sin da giovane si impegna nella lotta a favore dei braccianti, prima nella Confederterra e poi nella Cgil (come segretario regionale della Sicilia) e, infine, aderendo al Partito comunista italiano.

Ilaria Romeo è responsabile Archivio storico Cgil nazionale