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Tessili, è rottura. Dopo 20 anni si sciopera

Moda, più sicurezza per rilanciare il settore
Foto: Foto Antonello Nusca / Sintesi
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Salta la trattativa per il rinnovo del ccnl: Filctem, Femca e Uiltec proclamano otto ore di stop (di cui quattro nazionali). I sindacati contestano la volontà delle imprese di non anticipare più l'inflazione sulla base di previsioni, ma di pagarla ex post

Dopo 20 anni si torna a scioperare nel settore tessile e abbigliamento. Otto ore, di cui quattro a livello territoriale e quattro a livello nazionale. Lo hanno deciso Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil in seguito alla rottura di oggi (giovedì 20 ottobre) pomeriggio a Milano con Smi-Confindustria del tavolo negoziale per il rinnovo del Ccnl del settore scaduto il 31 marzo scorso e che riguarda oltre 420 mila addetti.

La controparte ha ribadito “la propria indisponibilità – spiegano i sindacati – a rivedere la posizione sul modello contrattuale e ha manifestato una flebile apertura unicamente a rivedere le condizioni normative e di welfare”. Il modello proposto dalla controparte, aggiungono Stefania Pomante, Mario Siviero e Riccardo Marcelli (rispettivamente segretari nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil), con la “manifesta volontà delle imprese di non anticipare più l’inflazione sulla base di previsioni, ma di pagarla ex post, è del tutto inaccettabile. E se non viene tolto dal tavolo è impossibile proseguire la trattativa”.