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Cgil, nasce l'Assemblea generale

La Cgil che cambia, «siamo sulla strada giusta»
Foto: Conferenza di organizzazione Cgil (foto Marco Merlini)
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Il Comitato direttivo nazionale del 14 dicembre ha approvato il nuovo organismo per allargare la rappresentanza. L'Assemblea si riunirà una volta l'anno. Elegge segretario e segreteria generale. Via libera al dispositivo sul Nuovo Statuto dei lavoratori

Il Comitato direttivo della Cgil ha eletto all'unanimità l'Assemblea generale, in attuazione delle decisioni assunte dalla recente Conferenza di organizzazione. L'obiettivo della confederazione è quello di allargare la partecipazione e la rappresentanza negli organismi dirigenti, e di concludere il processo entro il prossimo congresso nazionale, previsto per il 2018. L’Assemblea generale della Cgil nazionale sarà costituita da 332 componenti, in maggioranza attivisti e attiviste dei luoghi di lavoro e delle Leghe Spi, eletti con i medesimi criteri di rappresentanza e pluralismo adottati per la costituzione del direttivo stesso.

L’Assemblea si riunirà di norma una volta l’anno per discutere e deliberare in ordine alle linee programmatiche e di indirizzo dell’attività. L'Assemblea, inoltre, elegge il segretario generale, la segreteria o uno o più componenti della stessa, e conseguentemente delibera su eventuali mozioni di sfiducia.

Verso un nuovo Statuto del lavoro
Il direttivo ha anche approvato il dispositivo finale sulla “Carta dei diritti universali del Lavoro, ovvero Nuovo statuto delle lavoratrici e dei lavoratori" (scarica il pdf completo).

“La Cgil – si legge nel dispositivo - ha promosso in questi anni campagne di mobilitazione e contrasto nei confronti di tutte le leggi e provvedimenti che ispirate al neoliberismo hanno deregolato il mercato del lavoro e hanno deteriorato e spesso cancellato i diritti delle persone che lavorano. La precarietà, le esternalizzazioni, il sistema degli appalti, la contrapposizione tra lavoro pubblico e lavoro privato, autonomo e subordinato, hanno ridotto le tutele per la generalità dei lavoratori. Sempre di più le leggi hanno determinato una limitazione della contrattazione e l'aumento dei poteri unilaterali delle imprese”.

Per questo la confederazione “ha promosso il Nuovo statuto delle lavoratrici e dei lavoratori che ampliando, estendendo ed integrando la legge 300/70 si configura come una Carta dei diritti universali delle lavoratrici e di riscrittura del Diritto del Lavoro. Occorre ricomporre il mondo del lavoro, rafforzare la contrattazione collettiva, costruire un nucleo di diritti universali estesi a tutte/i le lavoratrici e lavoratori. Diritti, Democrazia, Contrattazione sono principi di rango Costituzionale perchè è nella Costituzione che c'è il fondamento democratico del lavoro e della libertà sindacale. A questi principi – prosegue il documento approvato dal direttivo - si ispira il testo di legge di iniziativa popolare che sottoponiamo alla consultazione e condivisione degli iscritti alla Cgil”.

Gli obiettivi del testo sono:
ricostruire il diritto ad avere diritti nel lavoro realmente universali ed estesi a tutti che pertanto si fondino su principi di rango costituzionale;

disciplinare regole su Democrazia e Rappresentanza, estendendo a tutti gli accordi interconfederali sottoscritti in questi anni;

attuare l'articolo 39 della Costituzione, dando alla Contrattazione collettiva regole che ne determino l'efficacia generale ripristinando il giusto rapporto tra legislazione e contrattazione;

aumentare le forme di partecipazione, consultazione e voto certificato dei lavoratori al fine di garantire sempre di più che le tutele seguano i cambiamenti organizzativi delle imprese affidando alla contrattazione a tutti i livelli la funzione regolatrice tra diritti dei lavoratori ed esigenze tecnico organizzative delle imprese;

riscrivere la disciplina delle tipologie contrattuali rimettendo al centro il contratto di lavoro a tempo indeterminato e stabile, superando la precarietà attraverso la ridefinizione dei diritti collegati a quelle tipologie di lavoro riconducendole alla loro funzione di rispondere ad esigenze meramente temporanee dell'impresa o di autonomia scelta del lavoratore.

Il direttivo ha anche deliberato lo 'scioglimento degli organismi dirigenti ed esecutivi e commissariamento della Cgil regionale della Campania e della Camera del lavoro metropolitana di Napoli'.