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Edilizia, Fillea Napoli: lavoratori metro chiedono udienza al Papa

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Le organizzazioni sindacali stanno incalzando, ormai da mesi, Comune di Napoli, Regione Campania, Prefettura locale e azienda concessionaria, affinché vengano compiuti tutti gli atti propedeutici e necessari all'apertura dei cantieri

Una delegazione di lavoratori edili, impegnati nella realizzazione delle linee 1 e 6 della metropolitana di Napoli, si recherà martedì 17 marzo dal Cardinal Sepe, per chiedere una udienza da parte del di Papa Bergoglio, in occasione della visita pastorale in programma a Napoli sabato 21 marzo. È quanto riferisce il segretario della Fillea Cgil di Napoli, Ciro Nappo.

"Centinaia di operai non porteranno a casa il loro salario per aver aderito allo sciopero, proclamato per lunedì 16 marzo dal sindacato di categoria: eppure, l'agitazione è diventata inevitabile, perché non solo è minacciato il loro posto di lavoro, ma è in pericolo anche il futuro di Napoli e della nostra regione. Da mesi, sollecitiamo la cantierabilità delle opere già approvate e finanziate, relative alle linee 1 e 6 della metropolitana cittadina e che, con il completamento del tratto dal Centro direzionale a Capodichino e la realizzazione del deposito di Arsenale, consentirebbero la piena occupazione per almeno 700 lavoratori, che potrebbero rientrare al lavoro, dotando finalmente la città e l'hinterland di un’opera strategica ed indispensabile", continua il dirigente sindacale.

"Le organizzazioni sindacali stanno incalzando, ormai da mesi, Comune di Napoli, Regione Campania, Prefettura locale e azienda concessionaria, affinché vengano compiuti tutti gli atti propedeutici e necessari all'apertura dei cantieri. Invece, il tavolo di concertazione da noi richiesto non viene convocato, e continuano ad essere alimentate nubi ed incertezze. Ogni giorno di ritardo è uno scippo a 700 lavoratori in attesa di rientrare al lavoro, e arreca un grave colpo all'economia e al degrado della città, con danni purtroppo irreversibili. Dobbiamo agli utenti una spiegazione sul perché di questa nostra grave iniziativa, e confidiamo nella loro attenzione e nel loro contributo, affinché di disoccupazione non si muoia e dalla inettitudine degli amministratori non derivino altri danni alla nostra comunità", conclude l'esponente della Cgil.