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Lazio: Cgil, quoziente famigliare non risolve problemi

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"Aprire una vasta fase di contrattazione sociale"

"Il problema del reddito, acuito dalla crisi e dalla disoccupazione, è la questione più drammatica che si trovano oggi a fronteggiare le famiglie a Roma e più in generale nel  paese". Così Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, commenta la proposta di Alemanno di rimodulare le tariffe in base al quoziente familiare.

"Non è il quoziente familiare invocato dal sindaco Alemanno – che tanto somiglia alle due aliquote fiscali proposte da Berlusconi –  la strada giusta per affrontare tale urgenza: da una parte non si aiutano le fasce deboli, anzi si favoriscono quelle con i redditi più alti, dall’altra non si consente ai lavoratori di compensare, seppur parzialmente, le perdite subite".

"È più che mai necessaria al contrario, con l’utilizzo dell’Isee, la progressività dell’imposta su tutti i servizi erogati dal Comune. Occorre inoltre aprire una fase di vasta contrattazione sociale e territoriale per individuare misure di sostegno indiretto al reddito delle famiglie e delle persone in difficoltà".