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L'appello

Via i brevetti, serve all'economia

Roberta Lisi
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La proprietà intellettuale sui vaccini non serve alla ricerca, non serve a sconfiggere la pandemia, non serve alla ripresa dell'Italia, dell'Europa, del mondo. Lo sostiene un gruppo di accademici firmatari di un appello a favore della sospensione

Lo chiede Biden, lo sostiene il Parlamento Europeo, lo affermano premi Nobel e personalità della politica e della cultura del mondo: per sconfiggere la pandemia da coronavirus e riconsegnare le popolazioni al futuro occorre almeno sospendere la proprietà intellettuale dai vaccini.

Per salvarci occorre – ormai si sa - che il siero anti-Covid venga inoculato il più rapidamente possibile alla maggior parte dei cittadini e delle cittadine del pianeta, anche quelle dei Paesi dei diversi sud: serve a loro ma egoisticamente serve a noi. E non è sufficiente che gli Stati più ricchi acquistino a prezzi di mercato un po’ di dosi da “donare” a quelli più poveri, certo meglio di nulla. Ma è la logica che deve cambiare, occorre far in modo che siano accessibili in quanto diritto e non solo perché frutto di solidarietà – o peggio di carità - che per altro fa aumentare i già altissimi profitti delle case farmaceutiche.

La salute è un diritto universale, è un bene comune e allora gli strumenti per garantirla, farmaci, vaccini, apparati bio medicale, devono essere accessibili a tutti e tutte. Questa la ragione che ha portato un gruppo di accademici italiani a sottoscrivere un appello che chiede la sospensione dei brevetti sui vaccini, spiegandone la convenienza economica per noi occidentali. Un conto è sostenere, giustamente, che il capitale impegnato per la produzione dei sieri vada remunerato, un altro è continuare ad accettare l’extra profitto che le multinazionali continuano a realizzare. Tenendo conto che gran parte della ricerca, servita per realizzare i farmaci da inoculare, è stata finanziata da ingenti risorse pubbliche sia statunitensi che europee.

Pandemia e vaccini fanno tornare prepotentemente di attualità il ragionamento sui beni comuni e sul ruolo del pubblico nella società e nell’economia. E fanno tornare di grande attualità il tema della partecipazione dei cittadini e delle cittadine come strumento per indirizzare le scelte dei governanti. Per questo oggi, sabato 29 maggio, in tutta Europa è in campo uno sforzo straordinario per raccogliere le firme in calce alla petizione popolare europea Ice che chiede alla Commissione Europea di sostenere la richiesta di sospendere la titolarità dei brevetti. Firmare è facile: recandosi ad uno dei tanti banchetti allestiti nel nostro Paese dalla Coalizione italiana per il Diritto alla cura oppure si può sottoscrivere online cliccando qui.