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Alto MIlanese

Fronte comune contro la crisi

MANIFESTAZIONE NAZIONALE CGIL ROMA ROMA,25/10/2014 MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLA CGIL CONTRO IL JOBS ACT FOTO DI © DANILO BALDUCCI/SINTESI
Foto: Agenzia Sintesi
G. S.
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Nel territorio di Ticino Olona è stato sottoscritto, da tutti i soggetti di rappresentanza politica, economica e sociale, tra cui la Cgil, un protocollo per lo sviluppo di sinergie e la ricerca di meccanismi di raccordo e di cooperazione

Piccola rivoluzione nell’Alto milanese, grazie alla sottoscrizione, nel mese di novembre, del primo “Protocollo Territoriale della Consulta Economia e Lavoro”, il primo passo per avviare un importante processo di costruzione di una strategia locale che sappia fronteggiare e governare la situazione di criticità che sta vivendo l’economia della zona.

Nell’intenzione dei firmatari del documento, lo sviluppo di sinergie e la ricerca di meccanismi di raccordo e di cooperazione tra i diversi attori per agire su nodi più che mai importanti, quali gli investimenti per il lavoro e lo sviluppo locale, l’integrazione tra le politiche attive del lavoro, quelle formative e quelle sociali, il coordinamento del welfare contrattuale con quello pubblico, la delicatissima gestione degli appalti. 

Il Protocollo è stato sottoscritto da tutti i soggetti di rappresentanza politica, economica e sociale: associazioni datoriali (Confindustria, Confartigianato, Confcommercio), sindacati (Cgil Ticino Olona, Cisl Milano Metropoli, Uil Lombardia e Milano), rappresentanti delle istituzioni che operano sul territorio (Conferenza dei Sindaci dell’Alto Milanese) ed EuroLavoro – Afol Ovest Milano (in quanto soggetto a controllo pubblico con delega alla gestione dei servizi al lavoro e alla formazione).

“È fondamentale, ma non affatto scontato – ha dichiarato in una nota Jorge Torre, segretario generale della Cgil Ticino Olona – che, in particolare di fronte all’emergenza sanitaria, sociale ed economica, ci sia un impegno comune ad agire con senso di responsabilità e collaborazione per costruire una risposta territoriale che vada oltre quella delle singole organizzazioni. Rispetto ai contenuti – si legge nel comunicato – il protocollo intende occuparsi della costruzione di una rete territoriale che sia capace di promuovere la riqualificazione e ricollocazione (utilizzando gli strumenti a disposizione ad ogni livello) di chi ha perso il lavoro, o sta beneficiando degli ammortizzatori sociali,  cercando di rispondere ai bisogni di numero sempre più crescente di lavoratori interessati da processi di trasformazione sia della struttura economica che delle competenze a loro richieste per rimanere nel mercato del lavoro”.

A pesare, nella situazione attuale del territorio, anche l’emergenza sanitaria, che impone un confronto urgente sui nuovi bisogni emersi e rende sempre più necessario rafforzare l’integrazione tra welfare pubblico (Piano di zona, aziende sociali) e strumenti di welfare contrattuale. 

Per quanto riguarda gli appalti, ha scritto Jorge Torre, “per evitare che diventino un’occasione per infiltrazioni della criminalità organizzata e dove è frequente lavorare senza alcuna tutela, sicurezza o garanzia economica,  si intendono definire i principi che devono regolare gli appalti pubblici, le gare e le procedure di affidamento diretto,  rifiutando il criterio del massimo ribasso e prevedendo, ad esempio, che i soggetti che si aggiudicano l’appalto applichino i contratti collettivi nazionali di lavoro firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative”.

La Consulta Economia e Lavoro si riunirà mensilmente per monitorare il funzionamento del presente protocollo e per sviluppare i singoli temi, a partire dagli investimenti pubblici e privati, dall’analisi dell’evoluzione della natura produttiva ed economica del territorio, delle aree dismesse e della nuova struttura del sistema socio sanitario. 

“Questo protocollo rappresenta un tassello importante per affrontare seriamente ed insieme i problemi del territorio dell’Alto Milanese”.