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Previdenza

Pensioni di maggio. Ecco come si pagheranno

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Le somme saranno accreditate su conti e libretti. Per chi non ne usufruisce e dovrà presentarsi agli sportelli è stato previsto un ordine specifico legato alla lettera iniziale del proprio cognome

Le pensioni di maggio, cosi come era successo ad aprile, saranno pagate prima. Lo prevede l’Ordinanza n.652 del 19 marzo 2020 della Protezione Civile (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.74 del 21 marzo 2020), che ha stabilito il calendario del pagamento dei trattamenti pensionistici che viene anticipato all’ultima settimana del mese precedente. Il calendario delle pensioni di maggio 2020 ha previsto quindi il pagamento degli assegni pensionistici dal 27 al 30 aprile.  Le somme saranno accreditate su conti e libretti. Per chi non ne usufruisce e dovrà presentarsi agli sportelli è stato previsto un ordine specifico legato alla lettera iniziale del proprio cognome.

Nei giorni scorsi Poste Italiane ha reso noto che le pensioni del mese di maggio sono state accreditate già dal 27 aprile per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello. I pensionati che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti, nell'Ufficio Postale, si sono dovuti presentare agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista da un preciso calendario: i cognomi dalla A alla B sono state pagate lunedì 27 aprile; dalla C alla D martedì' 28 aprile; dalla E alla K mercoledi' 29 aprile; dalla L alla P giovedi' 30 aprile; dalla Q alla Z sabato mattina 2 maggio. Per i pensionati che riscuotono invece i loro assegni previdenziali in banca, si dovranno recare agli sportelli il primo giorno bancabile del mese. Sono interessati a questa procedura circa 45 mila pensionati che hanno l’accredito presso i loro istituti bancari.

L’appello dei sindacati dei pensionati
In piena pandemia, i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl, Uil hanno rivolto un appello a tutte le persone anziane. “Molti di voi sono preoccupati perché hanno sentito che ci potrebbero essere dei problemi per il pagamento delle pensioni. Non è vero! State tranquilli, non c’è nessun problema. Tutte le pensioni saranno pagate sempre e regolarmente. In questi giorni si stanno pagando le pensioni alle poste e in banca. Come sapete è importante in questo momento limitare il più possibile gli spostamenti e i contatti”.

“Per questo – continua l’appello - vi chiediamo di non andare tutti insieme in banca o alla posta. Sappiamo che siete abituati a farlo e che per molti di voi è strettamente necessario. Laddove è possibile, utilizzate sistemi di pagamento digitale e le carte e prelevate il contante dagli sportelli automatici di poste e banche. Se avete comunque necessità di andare fisicamente alla posta o in banca, seguite l’ordine alfabetico previsto per gli uffici postali e prendete un appuntamento in banca. Potete riscuotere la vostra pensione in ogni ufficio postale, non solo in quello dove è normalmente accreditata. Rispettare queste poche regole serve a tutelare la vostra salute, la salute dei lavoratori delle poste e delle banche, la salute di tutta la collettività.È importante! Questa battaglia la vinciamo tutti insieme.”.

Il carabiniere alla porta: pensioni over 75 a domicilio
Come ulteriore accorgimento per proteggere le fasce più deboli ed esposte al Covid-19, Poste Italiane ha sottoscritto una convezione con l’Arma dei Carabinieri per consegnare a domicilio la pensione per tutti gli over 75 che ne fanno richiesta. Ecco il comunicato che spiega i dettagli. "Poste Italiane e l’Arma dei Carabinieri hanno sottoscritto una convenzione grazie alla quale tutti i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri. Il servizio non potrà essere reso a coloro che abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione, abbiano un libretto o un conto postale o che vivano con familiari o comunque questi siano dimoranti nelle vicinanze della loro abitazione. L’accordo è parte del più ampio sforzo messo in atto dai due partner istituzionali, ciascuno nel proprio ambito di attività, per contrastare la diffusione del Covid-19 e mitigarne gli effetti, anche mediante l’adozione di misure straordinarie volte ad evitare gli spostamenti fisici delle persone, ed in particolare dei soggetti a maggior rischio, in ogni caso garantendo il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro. L’iniziativa permette anche di tutelare i soggetti beneficiari dalla commissione di reati a loro danno, quali, truffe, rapine e scippi.

In base alla convenzione sottoscritta i Carabinieri si recheranno presso gli sportelli degli Uffici Postali per riscuotere le indennità pensionistiche per poi consegnarle al domicilio dei beneficiari che ne abbiano fatto richiesta a Poste Italiane rilasciando un’apposita delega scritta. I pensionati potranno contattare il numero verde 800 55 66 70 messo a disposizione da Poste o chiamare la più vicina Stazione dei Carabinieri per richiedere maggiori informazioni. La collaborazione è frutto della consapevolezza di entrambi i sottoscrittori di ricoprire un ruolo strategico a sostegno del Paese e conferma la loro vocazione alla prossimità verso i territori e le categorie più fragili. Il risultato è scaturito dalla capacità dei Carabinieri e degli operatori di Poste Italiane di intercettare i fabbisogni della popolazione e riuscire, grazie alla presenza capillare sia dei Comandi Stazione Carabinieri sia degli Uffici Postali sull’intero territorio nazionale, a fornire un servizio efficace e solidale. L’Arma dei Carabinieri e Poste Italiane continueranno ad assicurare il servizio di erogazione e consegna al domicilio delle pensioni agli ultra settantacinquenni per l’intera durata dell’emergenza Covid-19".

Quante pensioni ci sono in Italia?
In tutto le pensioni sono 17,8 milioni. Lo dice  il Rapporto dell’Inps aggiornato a inizio 2019. Tra queste 10.929.466 sono inferiori ai 750 euro, 13.867.818 sono di natura previdenziale, cioè prestazioni che hanno avuto origine dal versamento di contributi previdenziali (vecchiaia, invalidità e superstiti), durante l’attività lavorativa del pensionato; le rimanenti, costituite dalle prestazioni erogate dalla gestione degli invalidi civili (comprensive delle indennità di accompagno) e da quella delle pensioni e assegni sociali, sono di natura assistenziale, cioè prestazioni erogate per sostenere una situazione di invalidità congiunta o meno a situazione di reddito basso.

Il 61,3% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro.  L’importo medio mensile della pensione di vecchiaia è di 1.196,98 euro e presenta il valore più elevato nel settentrione con 1.283,52 euro. Gli uomini percepiscono pensioni mediamente più elevate rispetto alle donne, arrivando ad essere quasi il doppio (+90,5%) nel settentrione per la categoria vecchiaia. Gli invalidi civili. 495 euro al mese per 2,7 milioni –   I 2.743.988 invalidi civili iscritti all’Inps percepiscono una pensione media di 495 euro al mese. Rispetto alla composizione dell’importo, il numero è di 582.730 sole pensioni (con un importo di 293,77 euro), 1.764.164 sole indennità (per 493,66 euro) e 397.094 pensioni e indennità di accompagnamento insieme (896,73 euro), per un totale complessivo di 2.743.988 invalidi civili. L’importo medio mensile è di 495,07 euro. 
Per quanto riguarda la tipologia delle pensioni, sempre l’Inps fa sapere che il peso delle Pensioni anticipate (55.085) sulle pensioni di vecchiaia (54.009) che aveva visto un importante aumento nel 2019 rispetto all'anno precedente sia per l'aumento dell'età legale sia per l'introduzione della "Quota 100", ritorna nel primo trimestre 2020 a livelli più bassi arrivando a una quasi parità tra Pensioni di anzianità e di vecchiaia liquidate.  Il rapporto tra le Pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia del primo trimestre 2020, aggiunge l'Inps, si presenta più che dimezzato rispetto a quello dell'intero anno 2019: tale diminuzione è imputabile congiuntamente all'aumento del numero delle Pensioni di vecchiaia liquidate nel primo trimestre del 2020, che non subisce piu' il suddetto blocco dell'anno precedente e la diminuzione costante negli anni del numero delle Pensioni di invalidità. La percentuale delle Pensioni femminili su quelle maschili presenta, rispetto al dato annuo del 2019, un valore superiore di 5 punti passando da 96 a 101, con il sorpasso nel primo trimestre del 2020 delle prime sulle seconde. A livello territoriale il peso percentuale delle Pensioni liquidate a residenti nel Nord Italia resta sostanzialmente il medesimo (50% nel 2019 e 51% nel primo trimestre 2020).

(a cura di Paolo Andruccioli)