Sciopero di otto ore mercoledì 30 settembre dei lavoratori e delle lavoratrici di Zenita, contro la decisione della multinazionale italiana dell’information technology di trasferire 137 addetti dalle sedi di Firenze, Modena, Napoli, Torino e dalla Sicilia verso Milano, Roma e Salerno. In occasione dello stop si terrà a Roma anche un presidio, l’appuntamento è alle ore 10 presso il ministero delle Imprese (in via Molise 2).

La decisione, anticipata a giugno e poi formalizzata il 25 agosto, è stata valutata “immotivata sul piano tecnico-organizzativo” dai dipendenti e dalle rappresentanze sindacali, e quindi interpretata come “licenziamenti mascherati”, visto che la formalizzazione del 25 agosto è una procedura di “licenziamento collettivo”.

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, con il supporto delle Regioni coinvolte, hanno chiesto quindi l’intervento del ministero delle Imprese, che però “sembra sottovalutare - spiegano i sindacati - la vertenza e gli effetti sulle persone, ma anche sullo sviluppo dalla stessa azienda che presidia attività strategiche per il Paese”.

Le tre categorie evidenziano che “i trasferimenti per la direzione aziendale sono la conseguenza di un piano industriale che prevede una più complessiva riorganizzazione di Zenita e delle società controllate”. Sindacati e Rsu, però, ritengono questo piano “debole e poco chiaro, a eccezione dei soli trasferimenti: anche per discutere e approfondire il piano industriale serve un confronto al ministero”.

Vi è, infine, un altro motivo per il quale il Mimit è, secondo la delegazione sindacale, la sede ideale per “la discussione su questa vertenza: il ministero, tramite Cassa depositi e prestiti, è socio di minoranza della società posseduta per la quota restante dal fondo Cvc”.