250 lavoratori senza stipendio da mesi, alcuni da più tempo, altri da meno. 2.500 studenti che vedono la fine dell’anno scolastico a rischio, in certi casi anche il diploma e quindi la possibilità di entrare nel mondo del lavoro. Per questo dipendenti, somministrati e collaboratori scioperano oggi, 29 maggio, con i sindacati Fp e Nidil Cgil, e mettono in atto una protesta invitando tutti a partecipare, studenti, famiglie, istituzioni.

Niente rimborsi regionali

Succede in Lombardia, nelle province di Bergamo e Milano. L’assurda situazione è causata dalle fondazioni che fanno capo alla San Michele Arcangelo: Ikaros, Et Labora e JobsAcademy. Fanno formazione professionale a Calcio, Grumello del Monte, Buccinasco in tantissimi settori e sono enti accreditati, quindi ricevono finanziamenti dalla Regione. La scusa che accampano per non pagare buste paga e compensi? Non ricevono i rimborsi regionali.

“Peccato che il personale nel frattempo abbia lavorato e che gli istituti abbiano anche percepito la retta versata dalle famiglie, 250 euro al mese per ogni studente – precisa Francesco Chiesa, segretario generale Nidil Cgil Bergamo -. Docenti, amministrativi, tutor, coordinatori, personale di supporto alla didattica, sono tutti in grande difficoltà. Non possono più pagare l’affitto, il mutuo, fare la spesa. L’arretrato risale a febbraio per i dipendenti, a marzo per i somministrati, mentre è diverso per i collaboratori, alcuni addirittura hanno crediti da 50 mila euro, che risalgono allo scorso anno. Non vogliono lasciare il lavoro perché questo significherebbe interrompere le lezioni e far chiudere la scuola, con un danno enorme per gli studenti che rischiano di non concludere l’anno”.

Gli step della protesta

Gli step per rivendicare quanto dovuto sono stati compiuti. Avvio della procedura sindacale, apertura dello stato di agitazione, incontro con la Regione Lombardia. E adesso, dopo che non si è trovato un accordo, nel senso che le fondazioni non vogliono pagare gli arretrati, lo sciopero.

“I lavoratori stanno resistendo e lo fanno per gli studenti – aggiunge Chiesa -. Potrebbero rescindere il contratto per giusta causa, prendere la disoccupazione e poi fare vertenza per ottenere quanto spetta loro. Ma non lo fanno per senso di responsabilità. Molti allievi devono sostenere gli esami, che sarebbero cancellati se le scuola chiudesse”.

Nel frattempo la Regione Lombardia ha approvato un primo decreto ad hoc che prevede il pagamento degli arretrati solo del personale che si occupa di didattica esclusivamente della fondazione Ikaros. Le altre realtà e gli altri lavoratori restano fuori. In sostanza, si sta cercando di mettere una pezza che lascia indietro molte persone.

Nessuno deve restare indietro

“Per questo scioperano tutti, nessuno escluso, per un principio di solidarietà – prosegue il segretario Nidil -. Siamo preoccupati per il presente ma anche per il futuro. Cosa succederà nell’immediato? E nel prossimo anno scolastico? La Regione confermerà l’accreditamento? Le iscrizioni oggi sono aperte, ma nel malaugurato caso in cui la scuola dovesse chiudere, che cosa ne sarà di quei ragazzi che si sono iscritti per diventare elettricisti, designer, grafici? Per loro a inizio del nuovo anno scolastico non ci saranno i margini per iscriversi a un altro istituto. La battaglia è quindi per i posti di lavoro ma anche per le famiglie”.