Basta stragi nei cantieri. A dirlo con forza in un comunicato unitario sono i segretari generali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil dell’Emilia-Romagna, Giuseppe Ledda, Roberto Casanova e Riccardo Galasso, dopo la morte, ieri, 5 ottobre, di un operaio in un cantiere a Rimini. Da una prima ricostruzione, per cause ancora da chiarire, Saim Myrtaj, 59 anni, è precipitato da un’impalcatura. 

Terza vittima in dieci giorni in un cantiere dell’Emilia-Romagna

I sindacati degli edili hanno chiesto un tavolo regionale al presidente, Michele De Pascale, all’assessore al lavoro, Giovanni Paglia, e la convocazione del Comitato di coordinamento sulla salute e la sicurezza, che a breve verrà organizzato. La morte di ieri, scrivono i sindacati, è “l’ennesima tragedia silenziosa e inaccettabile che consuma il nostro Paese, la nostra regione”. In meno di dieci giorni, ricorda la nota, in Emilia-Romagna, a Bologna, Faenza e Rimini, sono tre le vittime nei cantieri. Si chiamavano Ruslan Railean, Hprobets Oleksandr e Saim Myrtaj.

“Nel settore dell’edilizia le morti sul lavoro non sono fatalità o tragici imprevisti, ma il risultato diretto di carenze strutturali, ritmi esasperati, subappalti al massimo ribasso, controlli insufficienti,  precarietà,sfruttamento e lavoro grigio e nero – denunciano Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil regionali –. Non possiamo più tollerare che uscire di casa per guadagnarsi da vivere significhi rischiare la vita. Non si può e non si deve morire di lavoro. L’ennesima tragedia nei luoghi di lavoro ci riempie di rabbia e dolore, ma la rassegnazione non è un’opzione, perché dietro ogni numero c’è una vita spezzata, una famiglia distrutta, una ferita aperta per l’intera comunità”.

Le richieste dei sindacati degli edili

Feneal Filca Fillea Emilia-Romagna lo denunciano da tempo: “la sicurezza non è un costo da tagliare né un cavillo burocratico da eludere per fare più in fretta. È un diritto costituzionale inalienabile. Non servono più parole di circostanza o cordogli di maniera. Servono fatti concreti e interventi strutturali da parte del governo centrale, che in questi quattro anni non ha fatto nulla per migliorare la sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro. Serve un piano di assunzione urgente di nuovi ispettori del lavoro per garantire controlli capillari sul territorio al fine di scovare le irregolarità prima che si trasformino in tragedie. Serve la qualificazione delle imprese vere e sanzioni severe per chi viola le norme sulla sicurezza. Serve la formazione vera e obbligatoria per tutti i lavoratori (cosi come previsto dal contratto nazionale Edilizia,) prima che mettano piede in cantiere. Serve l’istituzione di una Procura nazionale sulle morti sul lavoro e una legge che introduca il reato omicidio sul lavoro. Serve sostenere economicamente le famiglie nei processi con l’introduzione di una legge che preveda il gratuito patrocinio da parte dello Stato, cosi come richiesto da Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil nazionali”.

Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil: “Approvare la legge sul gratuito patrocinio per i famigliari delle vittime sul lavoro”

Troppo spesso, rilevano i sindacati, le famiglie delle vittime sono lasciate sole a difendersi nei processi (quando iniziano). In alcuni casi, si sono dovute ipotecare la casa per pagare le spese legali. “Per questo chiediamo al governo e al Parlamento di approvare, prima della fine della legislatura, la proposta di legge sul gratuito patrocino per le famiglie che hanno perso un loro caro sul posto di lavoro”.

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