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Dopo il lungo confronto svolto al ministero delle Imprese e del Made in Italy, coonclso a tarda notte, “non è stato possibile raggiungere la sottoscrizione del protocollo che avrebbe dovuto inserirsi nell’apertura della fase di composizione negoziata della crisi del gruppo Natuzzi”. Inizia così la nota di Fillea Cgil, Filcams Cgil, Feneal Uil, Filca Cisl, Fisascat e Uiltucs, diffusa al termine
Da parte loro le sigle “hanno lavorato con responsabilità per migliorare il testo proposto, introducendo modifiche finalizzate a rafforzare le tutele per le lavoratrici e i lavoratori e il ruolo di verifica delle istituzioni – spiegano – . Nonostante i significativi passi avanti compiuti durante il confronto, non si sono create le condizioni per una condivisione del protocollo, anche in ragione del permanere di elementi ritenuti non condivisibili, quali la chiusura di ulteriori stabilimenti, seppur dichiarata dall’azienda temporanea, e il trasferimento di produzioni all’estero”.
Resta la consapevolezza che il confronto ha consentito di costruire un testo “profondamente diverso da quello iniziale – per i sindacati -, ma che ha mantenuto quegli elementi di distanza sopra citati che non hanno permesso la sottoscrizione del testo”. Le organizzazioni confermano che, in questo difficile percorso, ogni eventuale ipotesi d’intesa sarà sottoposta alla valutazione democratica delle lavoratrici e dei lavoratori.
La mancata sottoscrizione del protocollo non cambia la gravità della situazione: per questo le sigle “confermano unitariamente il proprio impegno a proseguire il confronto con governo, Mimit, Regioni e azienda per ottenere un vero piano industriale che garantisca investimenti, occupazione, tutela del perimetro industriale italiano e il futuro del distretto del mobile imbottito”.
In questa fase, insomma, “è fondamentale mantenere l’unità sindacale e continuare a lavorare con determinazione nell’interesse esclusivo delle lavoratrici, dei lavoratori e del territorio”.






















