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Indetto lo stato di agitazione alla Barco di Saronno (Varese). A proclamarlo sono Fiom Cgil Varese, Fim Cisl dei Laghi e Uilm Altomilanese in seguito alla decisione dell’azienda, comunicata ai sindacati giovedì 24 settembre, di procedere con un piano di riorganizzazione della produzione.
Questo riassetto interno comporterebbe, in una prima fase, la chiusura di 25 rapporti di lavoro precari (somministrati e in staff leasing), con possibili ripercussioni anche sul personale a tempo indeterminato. Barco è una storica azienda (fu fondata nel 1923 come fabbrica di materiali isolanti) specializzata nella produzione di monitor ad alta tecnologia per sale operatorie, dal 2009 di proprietà dell’omonima multinazionale belga.
Dopo l’incontro con l’azienda, venerdì 25 settembre i tre rappresentanti sindacali di Fiom (Stefano Gallinaro), Fim (Lorena Silvani) e Uilm (Otello Amabile) hanno incontrato i lavoratori. L’assemblea ha deliberato l’avvio della mobilitazione, che si è subito tradotta in un’ora di sciopero per ogni turno di lavoro.
“«Ennesima scelta discutibile. In nome del profitto le conseguenze ricadono sempre sulle lavoratrici e lavoratori”, commentano i sindacati, rimarcando che “due anni fa l’azienda aveva annunciato l’acquisto di un terreno per un nuovo hub, adesso dice che non se ne fa nulla e che, invece, si riorganizza. Ma la società non registra perdite che possano giustificare questa riorganizzazione”.






















