Difendere i salari, ma anche governare le trasformazioni profonde del settore. È questa la direzione della piattaforma unitaria presentata da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin per il rinnovo del contratto nazionale Abi.

Esposito (Fisac): “Diamo valore al lavoro”

Al centro, una richiesta economica chiara: 518 euro medi nel triennio. Una cifra che, come sottolinea la segretaria generale della Fisac Cgil Susy Esposito, non si esaurisce nella dimensione retributiva. “È una rivendicazione che non è solo salariale, ma una risposta concreta alla necessità di difendere il potere d’acquisto e dare valore al lavoro”.

Il punto, infatti, non è soltanto recuperare inflazione e perdita di reddito, ma ridisegnare il perimetro delle tutele in un settore attraversato da innovazione tecnologica, riorganizzazioni e nuove pressioni competitive. “Mettere oggi al centro la persona significa costruire tutele più forti anche per il futuro”, afferma Esposito.

Un contratto che guarda lontano

La piattaforma guarda lontano. Il prossimo triennio, spiegano i sindacati, sarà segnato da instabilità economiche e tensioni globali che rischiano di scaricarsi ancora una volta su lavoratrici e lavoratori. Per questo l’obiettivo è un contratto capace di anticipare i cambiamenti. “Vogliamo un contratto capace di governare il cambiamento e non di subirlo”, sottolinea ancora Esposito.

Dentro questa impostazione si colloca una visione più ampia del lavoro bancario, che tenga insieme salario, qualità dell’occupazione e sostenibilità sociale delle trasformazioni. Non solo difesa, dunque, ma proposta: rafforzare diritti e riconoscimenti in un settore che continua a produrre utili, mentre cresce la pressione su chi ci lavora.

La partita del rinnovo Abi si apre così con una piattaforma che prova a tenere insieme esigenze immediate e prospettiva. Una sfida che riguarda l’intero mondo del lavoro, sempre più esposto a cambiamenti rapidi e spesso squilibrati.