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Il piatto piange

Teramo, alla mensa del carcere carenza di personale e stipendi non pagati

Foto: Pixabay
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Il servizio è stato appaltato alla ditta Slem che ha continuato a ritardare ogni mese i pagamenti, fino ad arrivare alla situazione attuale

Oggi, lunedì 14 novembre, la mensa del carcere di Teramo resterà chiusa a causa della mancanza di personale e a causa delle condizioni lavorative e salariali in cui vertono i dipendenti della mensa. Non c’è il personale adatto per l’apertura della mensa e i pochi lavoratori rimasti, che con grandi sacrifici continuano incessantemente a lavorare, non vengono pagati. È questa la triste condizione in cui si trovano le lavoratrici della mensa del carcere di Castrogno. Il servizio è stato appaltato alla ditta Slem che ha continuato a ritardare ogni mese lo stipendio fino ad arrivare alla situazione attuale dove, senza dare alcune spiegazioni, è in ritardo da più di un mese sulla retribuzione di settembre.

In passato la Filcams Cgil Teramo si era già occupata delle condizioni lavorative della mensa del carcere cittadino e si era giunti, dopo aver fatto vertenza, al pagamento delle retribuzioni mancanti. Purtroppo, però, a oggi la situazione non solo non è cambiata, ma addirittura sembrerebbe peggiorata. Sembra un paradosso, ma proprio nel luogo dove si dovrebbe insegnare il rispetto della legalità viene meno il rispetto per lavoratrici e lavoratori che assicurano il pasto quotidiano alla polizia penitenziaria. È incredibile come si continuano a perpetrare situazioni di non rispetto delle norme contrattuali all’interno di appalti pubblici. Non riteniamo più accettabile che si possa continuare a depauperare del principio cardine di un lavoro, ossia quello del salario, all’interno di committenze pubbliche. Il provveditorato, che è responsabile della gara di appalto, deve intervenire con gli strumenti che il codice degli appalti e il bando di gara demanda al committente in caso di insolvenza da parte dell’azienda che ha risposto e vinto la gara di appalto.